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Cultura - Un posto incantato nel cuore del lago di Bolsena, tornato di nuovo alla luce grazie al libro di Patrizia Rocchetti e al progetto Scrigni di storia della fondazione Carivit - FOTO E VIDEO

Quando Marta era sull’isola Martana, viaggio alla scoperta dell’antica città “riaffiorata” dalle acque…

di Daniele Camilli
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Marta – Una volta Marta era qui, sull’isola Martana, a qualche centinaio di metri dalla costa. In mezzo al lago di Bolsena. Tra quelli venuti fuori da un vulcano, il più grande d’Europa.


L'isola Martana

L’isola Martana


Un’isola che ha la forma di una mezza luna. L’isola che non c’è, anzi che non c’era e che è “riaffiorata” di nuovo dalle acque. E con essa la città che vi sorgeva. Grazie al libro di Patrizia Rocchetti, Isola Martana, e alla fondazione Carivit del presidente Luigi Pasqualetti che l’ha finanziato e inserito nel progetto Scrigni di storia


Patrizia Rocchetti

Patrizia Rocchetti


Quando Marta era sull’isola Martana. Per difendersi dai movimenti di popoli che, a fronte della caduta dell’impero romano d’Occidente, attraversavano in lungo e in largo l’Europa, fondando regni che avrebbero poi dato vita a nazioni. Popoli accompagnati da guerre a seguito delle quali arrivavano anche le devastazioni.


Viterbo - Luigi Pasqualetti

Luigi Pasqualetti


E qui, su quest’isola con una vegetazione immacolata, che solo per questo meriterebbe d’essere visitata, centinaia di persone trovano rifugio per lungo tempo. Per tornare infine, successivamente, sulla terra ferma, quando i tempi a loro volta tornarono ad essere migliori, smontando pezzo dopo pezzo quello che avevano costruito.



Case, monasteri, una fortezza, mura difensive, due ville degli ’30 e ’40, del secolo scorso. Persino un passaggio incastonato in mezzo a una tagliata per permettere alla regina Amalasunta d’andarsi a fare il bagno. Lontano da occhi indiscreti.


L'isola Martana

L’isola Martana


Tutto questo, assieme a molto altro, sta nel libro di Patrizia Rocchetti. Splendido, perché fa risplendere una realtà finora pressoché sconosciuta portando il lettore, in prima persona, è l’isola che parla, tra i resti ancora visibili di un mondo che non c’è più. Visioni in uno spazio solitario, secoli fa carico di un’umanità che stata capace di galleggiare in mezzo alla tempesta. Un’isola aperta da anfiteatro da un lato, chiusa su se stessa dall’altro. Dove le barche attraccano come sagome, il cielo si riflette nell’acqua e i bagliori, una luminosità intensa e diffusa, ne risaltano la bellezza delle sue strutture rocciose. Un’isola fantastica.


L'isola Martana

L’isola Martana


Qui, sulla cima, i romani costruirono un tempio al dio Marte, che diede poi il nome, appunto, all’isola. Qui è stata a lungo sepolta Santa Cristina, martire della chiesa. Qui, nel VI secolo, visse ed edificò la sua rocca Teodato, re degli ostrogoti. Qui nell’aprile del 535 Amalasunta venne assassinata. Sempre qui sull’isola la regina Teodolinda volle un convento benedettino che Papa Pasquale I dedicò infine a Santo Stefano.


L'isola Martana

L’isola Martana


 Il resto della storia, tanti altri secoli, con documenti inediti, sta nel libro di Rocchetti. Isola Martana, meritato racconto di un posto incantato.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: L’isola Martana – Video: Alla scoperta dell’isola di Teodato e Amalasunta


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7 ottobre, 2024

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