Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - L'emendamento presentato e approvato in regione martedì scorso, porta la firma dell’assessore Giancarlo Righini - Vuole riunire le riserve di Selva del Lamone e monte Rufeno, più aree di Latera, Valentano e Ischia di Castro

Super area protetta dell’Alta Tuscia, l’idea non piace ai sindaci – Il primo cittadino di Farnese: “Nessun confronto in regione”

di Barbara Bianchi
Condividi la notizia:

Farnese – Un nuovo ente gestore che riunisca la riserva naturale Selva del Lamone, quella di Monte Rufeno e alcune aree dei comuni di Latera, Valentano e Ischia di castro. L’emendamento presentato e approvato in regione martedì scorso, porta la firma dell’assessore Giancarlo Righini e sta già sollevando le prime polemiche e reazioni. Prima tra tutte, quella del sindaco Giuseppe Ciucci. A capo dell’amministrazione comunale di Farnese che della riserva del Lamone, è al momento ente gestore.

La riserva naturale Selva del Lamone

La riserva naturale Selva del Lamone


“È con grande disappunto – spiega il sindaco Ciucci -, che ho appreso in queste ore che nella giornata di martedì la Commissione Bilancio della regione Lazio ha approvato un emendamento alla proposta di legge 170/2024 a firma dell’assessore Righini con il quale si propone la creazione di una più vasta area protetta denominata Alta Tuscia Natura comprendente, oltre le due riserve di Farnese ed Acquapendente, anche alcuni territori posti nei comuni di Latera, Valentano e Ischia di Castro. La questione – ci tiene a sottolineare -, riveste una gravità di enorme portata”.

Due le principali criticità sollevate dal primo cittadino. “Le modalità con cui la regione sta procedendo. Allo stato delle cose, non è previsto nella decisione alcun dibattito, confronto o coinvolgimento né delle amministrazioni locali che per decenni hanno gestito le aree protette, né delle comunità locali per esprimere la propria opinione sul tema. Così facendo – sottolinea ancora Ciucci -, i cittadini si sentiranno defraudati della gestione di aree che storicamente appartengono al patrimonio locale, creando uno scollamento molto significativo con i cittadini”.

Giuseppe Ciucci, sindaco di Farnese

Giuseppe Ciucci, sindaco di Farnese 


Non solo, gravi anche, secondo il primo cittadino, le motivazioni indicate nell’emendamento. “Nella relazione di presentazione si evince, infatti, con molta chiarezza che tale iniziativa viene intrapresa al fine di consentire un risparmio delle risorse impiegate per le direzioni. Da qui la soluzione di creare un’unica area protetta con un unico direttore e con un nuovo ente gestore” che, ci tiene a sottolineare, “fin ora erano gratis”.

Per quanto riguarda le spese di gestione, a cui però nell’emendamento non si fa riferimento, ci sarebbero poi anche gli affitti dei locali che ospitano gli uffici e la retribuzione del personale addetto. “Gli uffici delle riserve di Selva del Lamone e di Monte Rufeno – prosegue -, sono di proprietà dei rispettivi comuni che oggi li danno in comodato d’uso gratuito in quanto enti gestori. Se le cose dovessero cambiare, logico che le casse regionali dovrebbero affrontare costi di locazione”. 

Giancarlo Righini

Giancarlo Righini


Capitolo a parte per il personale. “Con l’assetto attuale – spiega Ciucci -, le aree finanziaria, tecnica e quella amministrativa dei rispettivi comuni operano gratuitamente per la gestione delle aree protette mentre, in caso di variazione, gli uffici dovranno dotarsi di personale a ciò addetto con un ulteriore aggravio dei costi. Inoltre, l’allargamento dell’area protetta così come indicato nell’emendamento, richiederà l’aumento del numero del personale di vigilanza che comporterà un ulteriore aumento dei costi di gestione”. 

Un capriolo nella riserva naturale Selva del Lamone

Un capriolo nella riserva naturale Selva del Lamone


Da qui la decisione, assieme al sindaco di Acquapendente, ente gestore della riserva di Monte Rufeno, l’incontro coi vertici regionali.

“Il presidente del consiglio regionale Aurigemma ci incontrato. Gli abbiamo esposto il problema, consegnandogli documenti. Ma continuiamo a chiedere un confronto con i vertici della regione, quindi il presidente Rocca – spiega Ciucci -. 

La richiesta è netta: “Interrompere la strada tracciata dall’emendamento alla P.L. 170/2024 a fronte della modalità impositiva prescelta e delle numerose inesattezze di carattere economico riportate – conclude -. Se dovesse ritenersi necessario effettuare variazioni rispetto allo stato delle cose si chiede fermamente che venga avviata una seria discussione sull’argomento in questione, coinvolgendo prioritariamente le istituzioni locali delle due comunità e quindi tutti gli enti, le associazioni e i portatori di interesse che vivono nei territori”.

Barbara Bianchi


Condividi la notizia:
6 ottobre, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/