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Viterbo - Violenta lite in famiglia - L'uomo è stato rintracciato e arrestato dalla polizia chiamata dalla donna malmenata - L'arma è risultata rubata

Picchia la sorella e minaccia con un fucile la madre

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Una pattuglia della polizia di notte

Una pattuglia della polizia di notte

Viterbo – Polizia, maltratta i familiari e li minaccia con un fucile rubato Arrestato.

“La scorsa notte – fanno sapere in una nota dalla questura – personale della polizia della Squadra Volante Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della questura di Viterbo è intervenuto nel quartiere del capoluogo Ellera a seguito di richiesta di aiuto arrivata da una donna al 112.

Ha riferito d’essere stata malmenata dal fratello al culmine di una violenta lite e che lo stesso avrebbe anche minacciato la madre con un fucile, prima di allontanarsi dalla casa. Nella camera da letto dell’uomo, noto pregiudicato, sono stati trovati rinvenuti alcuni fucili che dai primi accertamenti sono risultati essere provento di furto in abitazione.

L’attività posta in essere nell’immediatezza dagli operatori della Squadra Mobile, finalizzata alla cattura del responsabile ed agli ulteriori approfondimenti investigativi, si è conclusa con il rintraccio dello stesso nella tarda mattinata.

L’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per maltrattamenti in famiglia, lesioni, detenzione abusiva di armi e munizioni e ricettazione e portato al carcere “Nicandro Izzo” in attesa della convalida del provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 ottobre, 2024

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