Viterbo – I fucili rubati in una villetta a Celleno scoperti in casa dell’uomo arrestato all’Ellera.
Le armi trovate dalla polizia nascoste nella camera da letto di un 40enne finito in manette nei giorni scorsi dopo aver minacciato la madre con un fucile e picchiato la sorella, erano state sottratte da una villetta in provincia di Viterbo a seguito di un furto messo a segno i primi di settembre.
L’uomo, dopo le indagini della squadra mobile, è stato raggiunto qualche giorno fa nella sua abitazione a seguito della segnalazione da parte della sorella che ha riferito agli agenti di “essere stata malmenata dal fratello al culmine di una violenta lite e che lo stesso avrebbe anche minacciato la madre con un fucile, prima di allontanarsi dalla casa”.
L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni, detenzione abusiva di armi e munizioni e ricettazione e portato al carcere “Nicandro Izzo”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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