Festival Economia della cultura – Fabio Tagliaferri, Carlo Galeotti, Giovanna Barni e Francesco Marcolini
Viterbo – “La cultura può produrre economia solo se appartiene a tutti”. Fabio Tagliaferri, presidente e amministratore delegato di Ales spa, ieri mattina in sala Regia per l’evento conclusivo del Festival Economia della cultura organizzato da regione Lazio e Lazio Innova. Dall’11 al 13 ottobre, con Tusciaweb, Rai e Sole 24 Ore media partner.
Nuove frontiere per l’economia della cultura, il titolo dell’incontro moderato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.
Viterbo – Festival Economia della cultura – Fabio Tagliaferri
Sul palco, assieme a Tagliferri e Galeotti anche Giovanna Barni, presidente di CulTurMedia Legacoop, e Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova.
In sala anche il direttore di Federculture Umberto Croppi, gli assessori comunali Stefano Floris ed Emanuele Aronne, e il responsabile dello Spazio attivo di Viterbo Giulio Curti.
Viterbo – Festival Economia della cultura – Giovanna Barni
“L’economia deriva dalla cultura – dice Tagliaferri – e non il contrario. Perché una cosa possa produrre economia è fondamentale che sia fruibile da parte di tutti e non di pochi eletti. Altrimenti l’economia che ne deriva è un’economia ridotta”.
L’evento di ieri ha chiuso così la tre giorni di incontri allo Spazio attivo e a palazzo dei Priori a Viterbo, con esperti e professionisti che si sono confrontati sui diversi aspetti del legame tra cultura e sviluppo economico. Il festival proseguirà il prossimo weekend a Zagarolo, con altri appuntamenti, il 18 e 19 ottobre.
“Siamo il paese – aggiunge poi Tagliaferri – che più di chiunque altro può fondare gran parte del proprio Pil anche su beni e realtà culturali. È quindi indispensabile che il paese abbia una visione economica del patrimonio culturale in modo tale che si possa creare ulteriore ricchezza”.
Fabio Tagliaferri ha inoltre portato la sua esperienza alla guida della società in house del ministero della Cultura, che da oltre vent’anni si occupa della valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale italiano. Ales è infatti impegnata in numerosi progetti a sostegno della fruibilità dei beni culturali, contribuendo alla promozione del made in Italy a livello nazionale e internazionale.
Viterbo – Festival Economia della cultura – Carlo Galeotti
“L’Italia sconta ancora limiti e pregiudizi nel rapporto tra cultura ed economia – sottolinea Barni -. Limiti e pregiudizi caratterizzati da due approcci che si trovano agli estremi opposti. Da un lato l’approccio che vede nella cultura un valore in se. Cultura che va quindi tutelata e protetta. Anche con vincoli. In sintesi, una concezione museale. Dall’altro l’approccio che trasforma la cultura in un giacimento da sfruttare. Una visione competitiva che si concentra solo su grandi attrattori, numeri e fatturati, finendo col commercializzare i soliti posti noti senza redistribuire ricchezza alle comunità”.
“Bisogna invece sviluppare – continua Barni – una cultura generativa in grado di produrre benessere. Una cultura che parte dalle comunità e genera appunto partecipazione. Solo così possiamo creare un ponte tra economia e cultura. In tutto questo il digitale può a sua volta permettere di superare la frammentazione tra discipline, dando vita a un approccio sistemico e cooperativo tra le diverse eccellenze culturali. Mettendo al centro l’uomo. Una tecnologia umanizzata”.
Giovanna Barni ha anche parlato del ruolo delle cooperative nel settore culturale e turistico, con particolare attenzione all’informazione, alla comunicazione e allo spettacolo. Fondata nel 2017, CulTurMedia rappresenta le realtà cooperative impegnate in questi ambiti, favorendo la crescita del settore attraverso l’innovazione e la collaborazione tra imprese.
Viterbo – Festival Economia della cultura – Francesco Marcolini
“Bisognerebbe tener conto anche della cultura scientifica – fa notare Galeotti – ancor più produttiva dal punto di vista economico rispetto a tante altre. Cultura scientifica che ha oggi come sua frontiera fondamentale l’intelligenza artificiale”.
Marcolini ha infine affrontato un concetto molto in voga negli ultimi tempi. Quello del declino della cultura occidentale. “Il concetto declino dell’Occidente è diventato una malattia – spiega il presidente di Lazio Innova -. Hanno invece tutti bisogno dell’Occidente. Perché senza Occidente non avremmo il mondo così come lo conosciamo”. Marcolini ha successivamente illustrato le prospettive future per l’economia creativa e le opportunità che l’innovazione può offrire al settore culturale. Lazio Innova opera a sostegno delle imprese e della pubblica amministrazione, erogando incentivi e seguendo i programmi europei per lo sviluppo economico e tecnologico.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY