Viterbo – “Una mostra per scoprire il mondo, la vita e la ricerca di Cesare Pinzi”. Lorenzo Abbate, curatore della mostra organizzata dalla Fondazione Carivit al museo della ceramica di via Cavour, palazzo Brugiotti.
Da sinistra: Luigi Pasqualetti, Chiara Frontini, Lorenzo Abbate e Stefania Gatti
Questa mattina la presentazione. Assieme ad Abbate ci sono anche il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e Stefania Gatti della biblioteca consorziale di Viterbo.
“La memoria di Pinzi – dice Abbate -, fondamentale per Viterbo, è un po’ evaporata. Uno storico che con la mostra andiamo a riscoprire”.
“Il percorso espositivo – spiega il curatore della mostra – offre ai visitatori un accesso diretto al ’cantiere’ di ricerca di Cesare Pinzi, mostrando appunti, schede di lavoro, minute di studi, opere postillate e infine manoscritti delle sue opere più celebri. Questa immersione nel cantiere di Pinzi consente di apprezzare appieno la sua dedizione e il suo rigore scientifico, facendoci comprendere concretamente il costante e meticoloso lavori che alimentò la creazione della sua opera più importante: la Storia della città di Viterbo”.
“La mostra – prosegue Abbate – esplora anche il multiforme impegno di Pinzi verso la sua città: oltre la ricerca, spiccano i tentativi di salvaguardare e tutelare il patrimonio monumentale viterbese”.
“Pinzi – sottolinea poi Abbate – si batte anche con forza per proteggere e valorizzare i tesori architettonici di Viterbo, consapevole del valore che questi avrebbero avuto per le generazioni future”.
“Infine – continua Abbate -, a conferma della sua poliedrica figura, la mostra intende mettere in luce il ruolo determinante che Pinzi ebbe nei primi anni della vita della Cassa di risparmio di Viterbo, un’istituzione centrale per lo sviluppo della citta, alla quale dedicò un impegno costante e appassionato”.
I materiali esposti provengono dall’archivio storico della biblioteca consorziale di Viterbo. Un patrimonio che la Fondazione Carivit sta dando modo di studiare, catalogare e valorizzare grazie al progetto di indicizzazione dei fondi manoscritti della biblioteca consorziale di Viterbo.
“La mostra – continua Pasqualetti – fa parte del programma di collaborazione con la biblioteca consorziale iniziata già con il lavoro su Andrea Scriattoli. Dopo Pinzi, proseguiremo a primavera, al centro cilturale di Valle Faul, con una mostra sulla città di Castro. Un percorso alla riscoperta delle nostre bellezze. Per far conoscere a tanti viterbesi le proprie bellezze”.
“Siamo pienamente convinti – commenta Gatti – che sia un progetto importante per la città. Un progetto cui aderiamo convintamente”.
Cesare Pinzi (1842-1917), contabile, storico e archivista, dedicò la sua vita a una rigorosa ricerca storica, fondata sullo studio approfondito delle fonti d’archivio.
Il suo metodo si basava su una costante verifica delle testimonianze storiche, che lo portò a rivedere criticamente molte narrazioni consolidate, smontando miti, correggendo errori tramandati nel tempo e riscrivendo di fatto la storia di Viterbo.
“Un progetto – conclude Frontini – che punta a raccontare ai giovani l’orgoglio del territorio, per radicare nelle nuove generazioni l’attaccamento alla nostra storia”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY