Riceviamo e pubblichiamo – La delegazione di Viterbo della Lipu, Lega italiana protezione uccelli, ha appena portato a termine l’ottava stagione del proprio impegno all’interno del Gruppo di Studio e Conservazione dell’Albanella minore.
Come nostra prassi, riteniamo opportuno rendere sommariamente noti i risultati del nostro lavoro, riservandoci di informare nel dettaglio quanti, interessati al progetto, desiderassero ulteriori informazioni.
La stagione 2013 è stata climaticamente singolare, con abbondanti precipitazioni nella prima parte dell’anno e per tutta la primavera inoltrata, si è spesso proceduto in ritardo nella semina e conseguentemente la crescita delle colture storicamente prescelte dall’Albanella per la nidificazione è risultata tardiva.
Questo ci ha imposto modalità di approccio spesso sperimentali nella conservazione della specie. Abbiamo assistito a poche nidificazioni nei cereali e molte su fieno e colture di altro tipo.
Storicamente in passato questa tendenza non aveva portato apprezzabili risultati riguardo il successo riproduttivo ed in effetti, fino alla metà di luglio, periodo in cui generalmente si chiude la stagione riproduttiva, avevamo potuto verificare un solo involo di un giovane da un solo nido.
Da quel momento e per un mese ininterrotto, abbiamo assistito ad involi insperati e soprattutto in successi là dove ragionevolmente le condizioni generali per la crescita dei pulli si presentavano piuttosto critiche.
La ripresa finale della stagione ci ha regalato per questo 2013 albanellaro, il maggior numero di giovani involati relativamente a tutte le stagioni nelle quali siamo stati impegnati, i primi successi riproduttivi sul fieno ed in combinazione con la protezione di reti elettrificate, uno degli involi storicamente più precoci (fine giugno) e sicuramente l’involo più tardivo di tre pulli in un nido attorno al 10 agosto.
Ben tredici giovani Albanelle minori nate sul nostro territorio si stanno preparando insieme ai genitori nella migrazione di ritorno e, altro primato di quest’anno decisamente favorevole, provenienti da ben cinque siti di nidificazione diversi e sparsi in tutta la provincia. Le tecniche di protezione sono state diverse e scelte nel modo più opportuno a seconda dei casi, dalle già citate reti elettrificate alla conservazione in piedi di campi di trifoglio e lupino alla ritardata mietitura del grano che ha permesso l’involo dei giovani.
Un ringraziamento di cuore per il grande impegno dei partecipanti al progetto nel seguire con commovente passione e professionalità le sorti di questo splendido rapace; agli agricoltori per la pazienza e l’interesse dimostrato nei nostri confronti e per essere diventati parte attiva del progetto; alle due Atc, Vt1 e Vt2 per il sostegno pratico e morale; a tutti coloro, amici e conoscenti che ci hanno segnalato presenze e avvistamenti della specie che spesso sono stati determinanti per la protezione di nidificazioni in atto; a tutti coloro che, pur non conoscendoci, ci hanno incoraggiato e spronato nel nostro lavoro nelle difficoltà dell’inizio e nel caldo rovente dell’ultima parte della stagione.
Enzo Calevi
Delegato Lipu di Viterbo
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