Capodimonte – È sparito sott’acqua dopo un lancio dall’elicottero. Uno di quei lanci provati decine di volte per simulare un salvataggio in acqua. Ma dalle profondità del lago di Bolsena, Vincenzo Aiello non è mai più riemerso vivo.
Vincenzo Aiello
La morte del 45enne, sergente maggiore aiutante acquisitore del 185º reggimento paracadutisti ricognizione e acquisizione obiettivi Folgore, ha lasciato tutti sotto shock. Parenti, amici e colleghi, che con lui hanno condiviso la passione per la divisa. E “in questo momento di grande dolore” dall’esercito arriva una promessa. “Ne piangiamo la scomparsa e ne terremo sempre vivo il ricordo”.
Il corpo di Aiello, dopo ore ed ore di ricerche e di speranze, è stato ritrovato all’alba di ieri a circa 25 metri di profondità. Nelle acque di fronte Bisenzio, a Capodimonte. Ed era proprio lì il campo base da sui martedì era partita l’esercitazione. Il volo assieme ai compagni in elicottero, poi il lancio e la scomparsa. Da qui l’inizio immediato delle ricerche. In campo uno spiegamento nutrito di forze: c’erano sommozzatori, c’erano vigili del fuoco, c’erano carabinieri, c’erano militari. Con mezzi per scandagliare il fondale lacustre e controllare dall’alto l’intera area. Ogni speranza si è infranta all’alba, con il ritrovamento del corpo.
Aiello aveva 45 anni ed era originario di Catanzaro. Non era sposato e non aveva figli ma aveva un legame fortissimo con l’esercito. Il reggimento era diventato la sua famiglia così come i suoi commilitoni erano divenuti suoi fratelli con cui condividere fatiche e gratificazioni.
“Chi scegli di intraprendere la carriera militare sa che purtroppo deve fare i conti con un’alta percentuale di rischio, sia sul campo di battaglia che durante la preparazione alla battaglia stessa” scrivono ricordando la vita di Aiello, interamente dedicata alla divisa e alla patria. E poi è una valanga di “Cieli blu”, a lui dedicati da amici, colleghi ed ex colleghi. “Sono profondamente addolorato per la tragica scomparsa del sergente maggiore aiutante Vincenzo Aiello. Il suo impegno e la sua dedizione sono stati un esempio di grande valore per tutti. Il suo sacrificio e il suo servizio non saranno mai dimenticati” lo ricordano ancora.
C’è anche chi per l’ultimo saluto gli dedica il canto militare della Folgore, a cui il 45enne apparteneva. “Come Folgore dal cielo, come nembo di tempesta. Buon viaggio sergente”.
Il pm Massimiliano Siddi della procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica dell’incidente. Al momento sarebbe contro ignoti e si indaga per omicidio colposo. La salma del militare, recuperata dai pompieri che hanno utilizzato speciali strumentazioni per individuarla sul fondale, è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.
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