Viterbo – “Riconsegniamo alla città un’opera d’arte meravigliosa”. Il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti. Questa mattina a palazzo Brugiotti la presentazione del restauro della Madonna in trono con bambino di Neri Di Bicci, XV secolo, pala d’altare che si trova nella chiesa di San Sisto a Viterbo. A restaurare l’opera Giorgio Capriotti, a finanziare il restauro la Fondazione Carivit.
Da sinistra: Orazio Piazza, Luigi Pasqualetti, Chiara Frontini e Margherita Eichberg
“Un’opera – sottolinea poi la soprintendente Margherita Eichberg – coraggiosamente messa in salvo durante i bombardamenti del maggio 1944 da Emilio Lavagnino, funzionario del ministero in pensione. Gesti che hanno caratterizzato, anche a rischio della vita, l’azione di tanti altri dirigenti e funzionari del ministero durante l’ultimo conflitto mondiale. Gesti di grande coraggio che hanno permesso di salvare il patrimonio culturale italiano”.
Giorgio Capriotti
Assieme a Pasqualetti ed Eichberg, questa mattina vi sono anche la sindaca Chiara Frontini, il vescovo Orazio Francesco Piazza e Luisa Caporossi della soprintendenza.
Restauro pala d’altare Madonna in trono con bambino
Seduti in sala il provveditore agli studi Daniele Peroni, il comandante provinciale della giardia di finanza Carlo Pasquali, il comandante della compagnia dei carabinieri di Viterbo Felice Buvalo, il comandante del gruppo carabinieri forestali di Viterbo Leonardo Mareschi e il console del Touring club Vincenzo Ceniti.
“La pala di Neri Di Bicci – prosegue Pasqualetti – si trova nella chiesa di Aan Sisto e lì resterà. Una chiesa molto cara ai viterbesi. La chiesa dove i facchini di Santa Rosa ricevono la benedizione il 3 settembre poco prima del trasporto della macchina”.
“Sono molto grato alla fondazione – sottolinea il vescovo – per la sua presenza costante. Uno snodo importante che interviene senza sprecare energie. La bellezza non è mai solo estetica ma anche etica, diventando quindi un bene da vivere, soprattutto in questa fase che porta al Giubileo del prossimo anno”.
“Viviamo insieme un momento importante per Viterbo – conclude Frontini -. Un momento di valorizzazione di una città dove la cultura si vive. E si vive di promozione del territorio”.
Daniele Camilli
I PARTICOLARI DELLA PALA D’ALTARE RESTAURATA
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