Viterbo – “Mi piacciono le api e il miele, ci faccio colazione…”. Così Francesco Baffo, protagonista della quattordicesima edizione della serie televisiva Don Matteo, alla cerimonia di questa mattina, nella sala consiliare di palazzo dei Priori, dove la sindaca Chiara Frontini gli ha consegnato un riconoscimento.
Viterbo – Cerimonia per il riconoscimento a Francesco Baffo
Un ringraziamento della città di Viterbo per un giovane talento, che ha già conquistato la simpatia del pubblico del piccolo schermo, e che con la sua passione per la recitazione trasmette anche un forte messaggio di inclusione dal momento che Francesco ha la sindrome di Down.
Una cerimonia che ha visto protagonista il piccolo attore. A essere trasmessi anche alcune scene della serie e qualche contributo dal set. Tra questi anche le parole di Raoul Bova per il piccolo viterbese: “Francesco si fa voler bene, è una persona molto affettuosa, entusiasta. Non vedo l’ora di girare le scene con lui perché sto bene, perché mi diverto, perché mi tira fuori dei sentimenti bellissimi e positivi. Lui ha questa magia dentro”.
Negli occhi e nel sorriso di Francesco tutta la gioia di poter festeggiare un traguardo e poter raccontare la propria esperienza sul set, accanto ad attori del calibro di Raoul Bova, Nino Frassica, Nathalie Guetta e Francesco Scali.
Nella serie, in onda su Rai 1, Francesco interpreta Bart, un bambino con una grande passione per le api che lo porterà a incontrare Raoul Bova, nei panni di don Massimo.
E in conferenza stampa si è partiti proprio dal sottolineare un aspetto che lega Francesco al suo personaggio. “Mi piacciono le api e il miele. Ci faccio colazione”, ha detto il piccolo rispondendo alle domande introdotte dal moderatore e producer televisivo Carlo Cozzi.
“Sono contento di essere qui, voglio tanto bene a Raoul Bova”, ha aggiunto.
Francesco Baffo
Accanto a Francesco, in questa giornata così speciale, i genitori Sabrina Faina e Luca Baffo. Nelle loro parole l’emozione e l’orgoglio di poter accompagnare il proprio figlio in un percorso di realizzazione personale molto importante, nel solco di un’integrazione sociale e lavorativa che suona ad oggi ancora, e purtroppo, tutt’altro che scontata.
“Noi genitori abbiamo letto un avviso di casting sui social dove cercavano un bambino con la sindrome di Down – ha spiegato la mamma Sabrina-. Così abbiamo deciso di far fare questa esperienza a Francesco. Abbiamo fatto il primo provino ed è andato bene. Poi altri vari step ed è stato scelto per la serie. Un’avventura nata per scherzo, ma che poi si è concretizzata”.
Viterbo – Cerimonia per il riconoscimento a Francesco Baffo
Si è poi parlato di come la sindrome di Down sia stata trattata all’interno della serie con attenzione e delicatezza.
“La sindrome di Down entra il giusto nella serie – ha spiegato la mamma del giovane attore viterbese -. Si vede dai lineamenti del viso di Francesco, però nella trama il discorso della sindrome di Down non è così pregante. Ci si concentra su tutta la storia, che coinvolge tutta la famiglia di Bart”.
La mamma di Francesco ha poi letto una lettera scritta con il marito per esprimere il proprio ringraziamento all’amministrazione, alle istituzioni scolastiche e a tutta la comunità che sta sostenendo il figlio con grande affetto. “Mi preme ringraziare tutta la città di Viterbo – ha sottolineato Sabrina Faina – perché si è stretta attorno a Francesco in un ideale abbraccio. Riceviamo tanti messaggi e attestazioni di stima nei confronti di nostro figlio e questo ci rende particolarmente felici e orgogliosi”.
Viterbo – Cerimonia per il riconoscimento a Francesco Baffo
“Io e mio marito volevamo condividere uno dei complimenti che riceviamo più spesso su Francesco, ossia l’apprezzamento per l’espressività dei suoi occhi – ha concluso la mamma nel suo intervento -. Bart, il bambino che interpreta, parla poco ma esprime tanto con il viso e gli occhi. E, secondo noi, proprio il suo sguardo è la dimostrazione che dietro quell’apparente barriera poi alla fine esiste un’opportunità. Un’opportunità che tutti noi dobbiamo cogliere”.
A partecipare alla cerimonia, oltre la sindaca Frontini, anche Rosanna Giliberto, assessore alle Politiche sociali e all’Educazione; Giancarlo Martinengo, assessore con delega ai Rapporti con le Forze Armate; Gianna Diana, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Ellera, il provveditore agli studi di Viterbo, Daniele Peroni. Presenti anche e rappresentanti del comando carabinieri di Viterbo, referenti dell’AIPD sezione Viterbo, docenti e compagni della classe del piccolo Francesco.
“Oggi mi sento di dire che è una di quelle giornate per cui si può dire ‘ne vale la pena’- ha detto la sindaca Chiara Frontini-. Oggi raccontiamo la bella esperienza di Francesco e della sua famiglia, storie che troppo spesso vengono rilegate a margine e invece sono fondamentali per la società. Sono loro che oggi ci fanno un grande dono”.
Francesco Baffo e i suoi genitori
Poi rivolta al giovane attore, la sindaca ha aggiunto: “Oggi sei molto più di Francesco e di Bart. Sei il simbolo di tutta la città di Viterbo e dei tuoi compagni. Grazie”. La prima cittadina ha poi consegnato a un emozionantissimo Francesco una targa di riconoscimento. “A Francesco Baffo, giovane talento della televisione italiana, in occasione del suo debutto televisivo. Ad maiora semper”, la dedica a lui riservata.
La serie di don Matteo coinvolge anche le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri. E a portare il proprio saluto in conferenza stampa anche il maggiore della compagnia dei carabinieri di Viterbo Felice Bucalo: “Siamo contenti per le fiction di questo tipo, ci riportano alla realtà con la descrizione di un’Italia che lancia messaggi positivi. Guardando Francesco recitare, vedo la fragilità del piccolo ma anche la sua grande forza. Proprio questo ci dà l’energia di continuare a lavorare tutti i giorni”.
Francesco Baffo
Nel corso della cerimonia anche l’intervento di Gianna Diana, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Ellera: “Parlare di Francesco vuol dire andare al di là della parola integrazione, perché lui questo lo ha già superato da tempo. Io parlerei più di abbattimento delle barriere. Lui ci ha dimostrato davvero in modo pratico che l’inclusione è possibile”.
In sala anche i compagni di classe hanno scritto un messaggio, letto da una bambina: “Francesco noi guardiamo la televisione, tu invece ci sei in televisione… Francesco noi camminiamo, tu corri…Francesco il nostro cuore è un puzzle e tu hai il pezzo centrale”.
Maurizia Marcoaldi
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