Orte – Sono finiti in manette a Orte, dopo un inseguimento mozzafiato di oltre un’ora.
È accaduto lo scorso primo novembre. Due le persone arrestate, che stando a quanto ricostruito, avevano appena raggirato una coppia di anziani a Città di Castello. Spacciandosi per forze dell’ordine, in tre – due maggiorenni e un minorenne -, avrebbero chiesto denaro sostenendo che il figlio della coppia era stato coinvolto in un incidente. Proprio il figlio – quello vero -, però, ha notato l’auto sospetta e ha allertato i carabinieri. La segnalazione ha permesso ai carabinieri di intercettare l’auto lungo la E45, all’altezza di Todi.
Tuttavia, durante il primo tentativo di fermare i fuggitivi, una pattuglia dei carabinieri ha avuto un incidente nei pressi di un cantiere stradale, permettendo alla banda di proseguire la fuga. La caccia si è quindi spostata più a sud, dove i fuggitivi sono stati nuovamente individuati da una pattuglia dei carabinieri di Narni Scalo. La corsa si è conclusa nel Viterbese, tra San Liberato e il casello di Orte: braccato dai carabinieri, il conducente dell’auto ha perso il controllo, schiantandosi. I tre hanno quindi tentato una disperata fuga a piedi, ma sono stati rapidamente fermati dai militari e dagli agenti della polizia stradale. Addosso a uno dei fermati sarebbe stata anche rinvenuta la somma di 1200 euro in contanti.
Dopo l’identificazione in caserma, per loro è scattato l’arresto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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