Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendo con stupore da una dichiarazione della consigliera Emanuela Mari riportata dalla stampa locale che la legge sui fondi per l’Etruria meridionale sarebbe stata voluta dal presidente Rocca. In realtà, come è noto, la legge 18/22 è stata presentata da me e dal consigliere Emiliano Minnucci e approvata dalla maggioranza di centrosinistra nella scorsa legislatura regionale. Se oggi è per gli anni a venire arriveranno fondi ai comuni dell’Etruria Meridionale è grazie a quella legge, non certo grazie al centrodestra.
Ma c’è di peggio. Il centrodestra ha stravolto quella legge che era basata sulla concertazione: infatti per i comuni ricompresi nei territori dell’Etruria meridionale ricadenti nella città metropolitana di Roma Capitale e nella provincia di Viterbo, prevedeva la realizzazione di un sistema integrato e partecipativo di sviluppo del territorio in grado di coniugare il patrimonio archeologico, storico, artistico, culturale e ambientale, cogliendo le opportunità di crescita economica e occupazionale.
Più precisamente, veniva stabilito che la giunta regionale approvasse il piano straordinario sulla base delle proposte formulate da un apposito comitato istituzionale composto dall’assessore regionale allo sviluppo economico e dai sindaci dei comuni. Tale impostazione consentiva di individuare una serie di interventi da realizzare di carattere omogeneo e collaborativo, in grado di definire anche dei progetti condivisi che partissero dai territori.
Le modifiche apportate dall’attuale maggioranza di centrodestra tramite la recente legge di variazione di bilancio, minando lo spirito del testo normativo sull’Etruria Meridionale, hanno di fatto eliminato il comitato istituzionale quale luogo deputato a individuare progetti omogenei da realizzare, prevedendo al contrario che sarà la giunta regionale a destinare ai Comuni le risorse, ripartite sulla base demografica e sulla estensione territoriale. Chiaramente ogni anno arriveranno soldi ai comuni, lo prevede la nostra legge.
Si tratta però di un criterio di ripartizione del tutto sbagliato e sicuramente poco ambizioso e per questo motivo ho presentato un emendamento alla “legge omnibus” per ripristinare l’originario spirito della legge, che non era certo quello di dare finanziamenti a pioggia.
Marietta Tidei
Capogruppo di Italia Viva alla Regione Lazio
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