Viterbo – “Il palazzo di Federico II copriva un intero quartiere”. L’archeologo Giuseppe Romagnoli. Questa mattina a palazzo dei Priori, la presentazione della seconda fase del progetto di digitalizzazione del patrimonio storico e artistico della città dei Papi, Oltre la pietra, che si concentrerà proprio sul palazzo di Federico II, lo Stupor Mundi, costruito a partire dal 1243 e distrutto dal cardinal Raniero Capocci subito dopo il 1250.
Viterbo – Presentazione del progetto “Oltre la Pietra”
“Un palazzo – spiega Romagnoli – che oggi si trova sotto le abitazioni di una zona della città che va dalla chiesa di Santa Rosa a via Mazzini e da via Mazzini a pirta della Verità dove, fuori le mura, si possono notare ancora i resti di un palazzo gigantesco”.
Assieme a Romagnoli, docente di archeologia medievale dell’università degli studi della Tuscia, al tavolo della sala consigliare ci sono anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, il fondatore di archeoares, anche lui archeologo, Gianpaolo Serone, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e don Massimiliano Balsi della diocesi di Viterbo.
“A dispetto della rilevanza delle testimonianze architettoniche e archeologiche lasciate dal medioevo in citta, soprattutto a partire dal XII secolo – spiega Romagnoli – la vasta area urbana di Viterbo è ancora relativamente poco conosciuta nella sua compagine materiale. Ne è in qualche misura un emblema il palazzo eretto sulle mura cittadine da Federico II intorno alla metà del Duecento, un monumento che non è stato finora oggetto di un organico studio di carattere archeologico e topografico. Il progetto si pone come obiettivo quello di ricostruirne la fisionomia, attraverso gli strumenti tradizionali dell’indagine topografica – lettura della cartografia storica e della documentazione d’archivio in generale, stratigrafia delle architetture, campionatura delle tecniche costruttive – e con il contributo di tecnologie quali il rilievo laser scanner, la fotogrammetria aerea e terrestre e la geofisica archeologica”.
Viterbo – Presentazione del progetto “Oltre la Pietra” – Da sinistra Giuseppe Romagnoli e Gianpaolo Serone
“Sono profondamente orgoglioso – commenta Antoniozzi – non soltanto di sostenere, ma di essere tra gli ispiratori di questo progetto. Un progetto che consentirà finalmente di tornare a raccontare una figura chiave della storia della nostra città”.
Il progetto dedicato allo studio del palazzo di Federico II non punta soltanto al lavoro di digitalizzazione e valorizzazione, ma ha come obiettivo anche quello di indagare e riscoprire le tracce di una storia sepolta da secoli e dalla trasformazione della memoria. Le tracce lasciate dal complesso imperiale, infatti, sono ancora leggibili nella topografia e nella muratura di un’area precisa dell’estensione urbana.
“La riscoperta del palazzo di Federico II – dice Serone – rappresenta un’opportunità unica per ampliare la comprensione della storia urbanistica di Viterbo e per valorizzane il patrimonio sotto una prospettiva culturale e turistica. Questo progetto, infatti, vuole contribuire a consolidare l’immagine di Viterbo come una destinazione di rilevanza storica e artistica, richiamando visitatori attratti dal fascino medievale e dalla figura imponente di Federico II”.
“Nella prima meta del Duecento – prosegue Serone – Viterbo gioca un ruolo strategico nelle vicende politiche e, dalla seconda metà del secolo, si afferma come sede ufficiale del papato. La scoperta del palazzo e del contesto storico in cui sorse permetterà di riscoprire una Viterbo che intreccia la sua storia con alcuni dei momenti significativi del Medioevo europeo. La collaborazione con importanti enti di ricerca come l’università degli studi della Tuscia e il Centro interdipartimentale di Ricerca DigiLab dell’università la Sapienza danno ancora maggior lustro a un progetto che ha tutte le caratteristiche per proiettare la città di Viterbo, attraverso una visione contemporanea e pioneristica della tutela e della valorizzazione, verso una ridefinizione del proprio ruolo culturale nel panorama nazionale”.
Viterbo – Presentazione del progetto “Oltre la PIetra” – Da sinistra Massimo Mecarini e don Massimiliano Balsi
“Nel medioevo – evidenzia Balsi – la pietra era espressione di un’identità. E la pietra serviva per rimandare a qualcosa di più profondo. Questa iniziativa ci aiuta ad imparare a leggere ciò che ci è stato consegnato. Federico II era lo Stupor Mundi, un’eccezionalità data anche da una potenza culturale che gli ha permesso di leggere la realtà che lo circondava cercando i legami necessari”.
“Come presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa – spiega Mecarini – esprimo grande entusiasmo per il progetto Oltre la pietra dal quale nasce anche Vicino Rosa, un’iniziativa che mira a digitalizzare il patrimonio immateriale come il trasporto della macchina di Santa Rosa insignito del riconoscimento Unesco. Questo progetto è di fondamentale importanza per la nostra comunità poiché offre un’opportunità unica per preservare e rendere accessibile il cuore della nostra tradizione, non solo attraverso monumenti, ma anche attraverso la tradizione che, al pari del patrimonio monumentale, costituisce l’anima viva di Viterbo”.
Viterbo – Presentazione del progetto “Oltre la PIetra” – Alfonso Antoniozzi
“Vicino Rosa – conclude infine Mecarini – permetterà a tutti, specialmente ai giovani e alle generazioni future, di avvicinarsi in modo innovativo alla storia e al trasporto della macchina e alla devozione che la circonda, mantenendo vivi i valori che ci uniscono”.
Daniele Camilli
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