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Viterbo - L'appello di Maurizio Errigo, docente di Urbanistica della Sapienza: "Necessario condividere gli obiettivi"

“Piano eliminazione barriere architettoniche, invito il presidente della Consulta del volontariato a un incontro”

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Maurizio Errigo

Maurizio Errigo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo l’invito a collaborare del professore Maurizio Arrigo rivolto al presidente della consulta del volontariato di Viterbo, – Come docente di Urbanistica, negli ultimi anni sto svolgendo diverse ricerche sul territorio di Viterbo e provincia sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione sociale; siamo partiti qualche anno fa dal progetto “Psycho Urbanism” poi confluito nel progetto “Viterbo accessibile”, poi nel progetto “Città, cura dello spazio ed inclusione sociale” che hanno sempre visto la partecipazione di giovani studenti universitari, associazioni di Terzo Settore e una buona parte di comunità locale.

Quest’anno è stato avviato il progetto “Quartieri accessibili” che ha un profondo obiettivo di utilità sociale in quanto analizza alcuni quartieri della città di Viterbo, in particolare quelli del Pilastro e di via Cattaneo, cercando di mappare le diverse criticità dal punto di vista delle barriere architettoniche, sensoriali e cognitive, cercando di accendere un riflettore importante su delle tematiche attuali e contemporanee che interessano sia la città che la comunità viterbese. Lavorando in una facoltà di Architettura il lavoro viene svolto cercando di educare la futura generazione di architetti a prestare attenzione ad alcune problematiche che fino a poco tempo fa non erano considerate nei progetti urbani o erano scarsamente attenzionate.

Un tema oggi attuale in una città che finalmente sta redigendo il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) ed il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), strumenti non obbligatori, ma di cui la città si sta dotando grazie ad alcune intuizioni dell’attuale Amministrazione comunale.

Il progetto, che si è visto nel sopralluogo dello scorso 30 ottobre, ha una convergenza di interessi su queste problematiche che coinvolgono l’amministrazione comunale che ha partecipato con l’assessore Emanuele Aronne, con il consigliere delegato Paolo Moricoli e con Alessandro Alfonsini in qualità di presidente dell’Angsa e componente della consulta del volontariato.

L’entusiasmo con cui l’intero gruppo ha svolto il sopralluogo alla presenza delle rappresentanze di associazioni di terzo settore è stata la vera forza del progetto, un progetto che ha nelle sue finalità di interesse ed utilità sociale il focus della sua attività. Tengo a precisare però che l’intero progetto si colloca in una dimensione didattica, oltretutto sperimentale, e non è collegata ad altre attività o relazioni che coinvolgono i diversi partners tra loro o con le Istituzioni pubbliche; è una attività scientifica e di ricerca che vede nel connubio università/scuole un territorio di sperimentazione molto interessante.

Il fine ultimo delle attività è assolutamente educativo per provare a formare tecnici attenti e cittadini più consapevoli. Con la presente, con l’atteggiamento inclusivo caratteristico di questi progetti, invito il presidente della consulta del volontariato Raimondo Raimondi ad un incontro per condividere gli obiettivi del progetto che necessitano una piena condivisione di tutti gli aspetti.

Come accennato prima, il progetto “Quartieri accessibili” è un progetto didattico e di ricerca accademica e non ha la pretesa di essere né un incarico professionale né un elemento di faziosità politica o partitica; anzi è un progetto che condivide anche alcune specificità progettuali su cui l’assessore Aronne sta lavorando da molto tempo e su cui c’è piena convergenza di interessi. Lavorando da “urbanisti” sul territorio il progetto si propone di mappare le criticità di alcuni itinerari e di sensibilizzare verso alcune soluzioni tecniche che possano migliorare gli spazi progettati o mitigarne i disagi; disagi e barriere che la città ha presenti da decenni e che sono dovute ad una progettazione che, quando concepita, non aveva ancora neppure le regole normative sulle barriere architettoniche che sono degli anni 80 (la prima del 1986).

Quando parliamo di “Assenza di Governo del territorio” indichiamo  appunto la vetusta presenza della strumentazione urbanistica che, in città, è ferma al 1979 senza ancora l’elaborazione di nessuno strumento urbanistico successivo. L’urbanistica è anche definita governo del territorio e la sentenza n.196 della Corte Costituzionale ha affermato l’ampiezza del governo del territorio, arrivando a comprendere l’insieme delle norme che consentono di identificare e graduare gli interessi in base ai quali possono essere regolati gli usi ammissibili del territorio. Il governo del territorio si configura come l’insieme degli strumenti e delle norme che in città sono fermi al 1979, il secondo piano urbanistico più vecchio d’Italia, dopo il Piano Piccinato di Catania.

Con la presente invito il presidente Raimondi ad un incontro perché credo che un organo come la Consulta possa essere assolutamente un partner necessario per ampliare le finalità di un progetto cosi importante. Noi lavoriamo nelle aule universitarie e scolastiche ma le finalità di un progetto cosi importante potrebbero far parte di un processo di sensibilizzazione urbana che auspichiamo ci sia. La rete creata ci aiuta a rilevare le problematiche e ad amplificare il dibattito; come sottolineo ormai da diversi anni le associazioni ci hanno aiutato e ci aiutano ad osservare le diverse situazioni con maggiore attenzione partendo da necessità e da problemi reali, che spesso appaiono insormontabili. L’occasione di incontro e confronto con le scuole è stata creata da iniziative già poste in essere dall’amministrazione comunale con i suoi diversi organi, evidentemente per un il condiviso obiettivo di sensibilizzare e attenzionare questi aspetti legati alla quotidianità di tutti i cittadini, ma il progetto prosegue in azioni didattiche del tutto autonome, certamente rese più significative dalla partecipazione estesa a tutta la rete, arricchita dal contributo di tutti i partner a vario modo coinvolti. È un progetto di inclusione sociale, senza la opportuna convergenza abbiamo perso tutti e la sperimentazione ritorna esclusivamente nelle aule didattiche.

Maurizio Errigo


Articoli: Raimondo Raimondi: “La consulta del volontariato non fa parte della rete del progetto Quartieri accessibili” Maurizio Errigo: “Viterbo è una città senza regole e con centinaia di barriere architettoniche…”


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17 novembre, 2024

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