Viterbo – “Festival del teatro sociale integrato all’’Unione, quattro spettacoli per una crescita personale dei ragazzi”. Così Francesco Cerra, direttore artistico di Teatraedro, alla presentazione della terza edizione della rassegna dal titolo “Come un sasso nello stagno”, in scena dal 12 al 15 dicembre.
Viterbo – Presentazione Festival del teatro sociale integrato
“Questo è il quarto festival che quest’anno mi vede coinvolto in città. Possiamo dire che Viterbo è anche cultura – ha detto Francesco Cerra -. E con il teatro integrato facciamo un vero e proprio cammino. Portiamo anche dei valori sul palcoscenico e questo aiuta il percorso di crescita personale dei ragazzi anche da un punto di vista sociale”.
“Vorrei innanzitutto ringraziare il nostro assessore alla cultura perché ha introdotto questa rassegna al teatro dell’Unione, che per tanti anni era rimasto chiuso – ha aggiunto Francesco Cerra-. Il teatro comunale torna così a vivere ospitando anche la prosa, il teatro ragazzi, la danza, il teatro amatoriale. Insomma l’Unione è così diventato un aggregatore che può coinvolgere non solo le famiglie, ma una platea sempre più ampia e questo è il senso vero dell’integrazione e dell’inclusione. In questo contesto credo che Viterbo sia uno dei pochi comuni che ha varie proposte nel teatro comunale, tra cui una rassegna di teatro integrato”.
La rassegna è curata da Francesco Cerra in collaborazione con Eta Beta odv e la cooperativa sociale Gli anni in tasca, patrocinata dalla ASl di Viterbo e sostenuta dal contributo dell’assessorato alla cultura del comune e da quello della regione Lazio, con l’aiuto anche di diverse imprese e attività locali.
In sala per la presentazione anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi, l’assessore alle Politiche Sociali Rosanna Giliberto, il consigliere regionale Daniele Sabatini, la presidente associazione Eta Beta ODV Francesca Burla e Marco Marcelli direttore Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva – Asl Viterbo. Presente anche il consigliere comunale Matteo Achilli.
Francesco Cerra ha poi fornito i dettagli. “Gli spettacoli saranno quattro – ha spiegato -. Apriamo la rassegna il 12 dicembre con il coro integrato e i ragazzi di Eta Beta. Quest’anno lo spettacolo sarà incentrato sulle colonne sonore dei film. E al termine Federica Sciamanna introdurrà la parte più legata al Natale. Il 13 dicembre sarà poi la volta dell’appuntamento dal titolo ‘Sul filo del racconto’ con la cooperativa Alicenova che rivisiterà alcune fiabe popolari. Il 14 dicembre ci sarà invece ‘Le città invisibili’ liberamente ispirato a Italo Calvino. Per realizzare questo spettacolo abbiamo chiesto si ragazzi quale fosse la loro città. In scena ci sarà la loro idea e il loro racconto realizzato anche con la registrazione dei suoni della città. Poi la rassegna si chiuderà domenica con una rivisitazione della favola di Pinocchio”.
“Il teatro fa bene a tutti e accende un proiettore che non è mai pietoso – ha detto l’assessore Antoniozzi-. Prende le persone fragili e le mette sul palcoscenico, accogliendole e non esibendole. Facendo un lavoro incredibile di cucitura del tessuto sociale. C’ è una crescita dei ragazzi coinvolti ma anche delle persone che partecipano nell’organizzazione. È un processo di arricchimento reciproco per chi lo fa, chi lo vede e chi organizza. Vorrei che questo diventasse un appuntamento imprescindibile del territorio”.
A intervenire anche la presidente di Eta Beta, Francesca Burla: “Dietro al festival c’è tanto lavoro, ma quest’anno siamo arrivati alla terza edizione con una naturalezza e serenità che non mi aspettavo. Abbiamo avuto due finanziamenti importanti, dal comune e dalla regione con Comunità solidale. Senza dimenticare il fondamentale contributo della StraViterbo, la corsa organizzata dagli allievi sottufficiali dell’esercito. Vedrò questo festival con la stessa curiosità del pubblico perché non sono entrata in merito all’organizzazione degli spettacoli, fidandomi ciecamente della squadra al lavoro. Speriamo di aprire ogni anno a una comunità sempre più ampia, fino ad arrivare a una collaborazione nazionale”.
“Francesca e Francesco sono ambasciatori ed esempio concreto di come il sociale e la cultura insieme possano fare tanto – ha commentato il consigliere regionale Daniele Sabatini -. Forse il teatro è una delle massime espressioni di integrazioni e ringrazio anche anche la Asl per il costante impegno. È un bene per il territorio quando tutte le istituzioni si mettono insieme con obiettivi così nobili”.
A prendere la parola anche l’assessora alla Politiche sociali. “Entro in punta di piedi in un percorso virtuoso già avviato da anni. Un percorso in cui le persone fanno la differenza, Francesco e Francesca sono una garanzia. La modalità integrata funziona come inclusione e integrazione e posso dire che con piacere starò al vostro fianco”, ha aggiunto Rosanna Giliberto.
“La presenza della Asl è storica – ha concluso il dottor Marco Marcelli -. Il teatro stimola tantissime aree di competenza personale e poi c’è il valore aggiunto di salire sul palco al pari degli altri per mettersi in gioco e far funzionare uno spettacolo. È importante continuare a portare la cultura in città perché è un bene primario e non di lusso”.
Tutti gli appuntamenti saranno alle 21, tranne l’ultimo. C’era una volta Pinocchio andrà infatti in scena alle 18,30. Il biglietto costa 15 euro a persona per ogni spettacolo, ma c’è la possibilità di fare un abbonamento per un pacchetto di più rappresentazioni a 10 euro l’una.
Maurizia Marcoaldi
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