Valentano – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio signor sindaco, scrivo questa lettera per manifestare il mio profondo malcontento e indignazione per la situazione di abbandono e degrado che ormai caratterizza il nostro paese. È arrivato il momento di dire basta e di esigere un cambiamento vero.
La comunità non può più accettare l’inerzia e la cattiva gestione dell’amministrazione comunale.
Ecco i problemi che a mano a mano affliggono il nostro territorio:
1. Personale ridotto all’osso:
I dipendenti comunali che sono andati in pensione non sono stati sostituiti. Questo ha paralizzato la macchina amministrativa.
2. Servizi essenziali carenti:
L’ufficio anagrafe è aperto solo due volte a settimana ed è gestito da un dipendente proveniente da un altro comune. Questo è inaccettabile in un paese che merita servizi adeguati.
3. Sicurezza inesistente:
Le guardie comunali, ormai praticamente assenti, vengono occasionalmente “prestate” da altri comuni. I cittadini si sentono abbandonati e insicuri.
4. Condizioni igieniche precarie:
Gli operatori ecologici sono troppo pochi per garantire la pulizia del paese. I pochi operai rimasti vengono impiegati in mansioni diverse da quelle per cui sono stati assunti, peggiorando la situazione.
5. Strade rurali disastrate:
Le nostre strade rurali sono state lasciate al totale abbandono da anni, con interventi sporadici e insufficienti.
6. Pericolo sanitario:
Due volte alla settimana un camion trasporta scarti di macellazione attraversando il centro abitato senza alcuna protezione adeguata, provocando odori insopportabili e un rischio concreto di infezioni.
7. Inquinamento urbano crescente:
La costruzione di un terminal di grandi dimensioni nel centro urbano sta già causando un aumento di polveri sottili, rumore e degrado ambientale e visivo, danneggiando ulteriormente la qualità della vita.
8. Disparità nei finanziamenti culturali:
Dal ministero della Cultura sono arrivati circa 4 milioni di euro per la Tuscia, ma il nostro paese sembra aver ricevuto niente o solo le briciole.
La situazione è insostenibile. I cittadini che cercano risposte si trovano di fronte a uffici deserti e un’amministrazione incapace di ascoltare e agire. Noi chiediamo un cambiamento.
Signor sindaco, le chiedo di venire in sala conferenze e di riferire pubblicamente alla popolazione.
Voglio risposte concrete e un piano chiaro per affrontare i problemi elencati. In caso contrario, ritengo che le dimissioni siano la scelta più responsabile per garantire un futuro migliore al nostro paese.
Non ci accontentiamo più di promesse: vogliamo fatti.
Con la speranza che lei accolga questo appello con serietà e rispetto, attendiamo una risposta.
Ezio Maria Tiberi
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