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Cronaca - La deputata di Italia Viva nel penitenziario Nicandro Izzo assieme a Roberto Giachetti ed Emanuele Trevi: "Detenuti costretti a vivere in spazi inadeguati, trasformati in celle prive persino di un bagno"

Maria Elena Boschi al carcere di Viterbo: “Situazione drammatica e lesiva della dignità delle persone”

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Viterbo – Maria Elena Boschi in visita al carcere di Viterbo. 

Maria Elena Boschi in visita al carcere di Viterbo

Da sinistra: Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi ed Emanuele Trevi


La deputata di Italia viva nella giornata di ieri, lunedì 9 dicembre, ha fatto visita alla casa circondariale intitolata a Nicandro Izzo, assieme a Roberto Giachetti ed Emanuele Trevi.

“Se dallo stato delle carceri si misura il grado di civiltà del paese allora è evidente che ci troviamo di fronte ad un’emergenza democratica che il ministro Nordio non può ignorare. Specie dopo aver raggiunto il terribile dato record di 85 detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. Nel carcere di Viterbo abbiamo toccato con mano una situazione non solo drammatica, ma lesiva della dignità sia delle persone private della libertà sia di chi vi opera”. Lo dichiarano i deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi e Roberto Giachetti, che si sono recati nell’istituto penitenziario, annunciando un’interrogazione al ministro della Giustizia

“L’ascolto di chi ogni giorno vive e lavora nelle carceri è il primo passo per comprendere la realtà carceraria e garantire la dignità delle persone che dentro vivono e lavorano. A Viterbo – spiegano – ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: il sovraffollamento sfiora ormai l’80% a fronte del personale effettivo della polizia penitenziaria pari praticamente alla metà di quello previsto. I detenuti sono costretti a vivere in spazi inadeguati, trasformati in celle prive persino di un bagno. Una condizione inaccettabile che allontana da ogni possibilità di riscatto e che deve vedere immediatamente il coinvolgimento delle istituzioni a ogni livello, a partire dal garante nazionale dei detenuti, e su cui il ministro della Giustizia deve intervenire innanzitutto provvedendo alla nomina del Garante vacante ormai da mesi”.

“Noi – concludono – avevamo messo in campo contro il sovraffollamento carcerario una proposta seria sulla liberazione anticipata perché non ci arrendiamo alla costante perdita di dignità delle persone e alla mancanza di civiltà del nostro paese”.

 

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10 dicembre, 2024

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