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Vetralla - Il racconto dell'uomo aggredito, insieme al suo border collie, alla pineta di Tre Croci: "Ho sentito i suoi denti affondare nella carne e il suo muso a pochi centimetri dal mio collo" - Sul posto 118 e polizia locale

“Un pastore tedesco ha sbranato il mio Oscar e io sono vivo solo per miracolo…”

di Barbara Bianchi
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Vetralla – Una tranquilla passeggiata con il proprio cane al guinzaglio che in pochi secondi si sarebbe potuta trasformare in tragedia.

È sabato mattina, a Tre Croci, piccola frazione di Vetralla. C.A.A. sta portando fuori Oscar, il suo border collie. “Quasi un figlio per me” sottolinea. All’improvviso a coglierli di sorpresa, alle spalle, un pastore tedesco. “Ci è piombato addosso come un leone, con una furia tremenda si è scagliato contro il mio cane e poi contro di me”. È la stessa vittima a raccontare quei drammatici istanti. “A ripercorrere a voce quei momenti mi sembra siano durati un’infinità – ammette il 32enne -, si sarà trattato invece di pochi secondi”. Ma interminabili.

Un pastore tedesco - Immagine di repertorio

Un pastore tedesco – Immagine di repertorio


“Il pastore tedesco si è avventato contro Oscar, lo ha morso alle zampe, strattonandolo. Poi ho cercato di sottrarlo a quella furia, sollevandolo d’istinto dalla pettorina. Una volta in aria, il cane lupo ha continuato a morderlo, tirandolo a sé fino a raggiungerlo nell’area attorno ai testicoli e al pene”. La pelle lacerata, sangue ovunque. 

“Non ho capito niente di quello che stava accadendo, il pastore tedesco che ho scoperto pesare circa 65 chilogrammi, contro i miei 61, mi ha buttato a terra. Ho sbattuto sull’asfalto la spalla e tutta la parte destra del corpo – racconta l’uomo -. Poi ho visto il suo enorme muso all’altezza del mio collo e della mia faccia. I suoi canini a pochi centimetri fa me. Ho pensato di rimanere sfigurato. Ho seriamente temuto per la mia vita…”. 

Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


In quegli istanti carichi di dolore e terrore, la lucidità di mettersi in posizione fetale per proteggere con il proprio corpo se stesso, ma anche il cane. “Per allontanare il pastore tedesco da zone vitali del corpo – spiega C.A. -, gli ho offerto la mia gamba come ‘alternativa’. Ed effettivamente ha iniziato a morderla: ho sentito i suoi denti affondare nella mia pelle, nella mia carne. Il dolore è stato indescrivibile”. Ad assistere alla scena diversi abitanti e un ragazzo che ora l’uomo vuole ringraziare. “Con il suo furgone ha tentato di spaventare il pastore tedesco – ricostruisce -, ha preso la rincorsa con il mezzo e ha iniziato a suonare il clacson. Per fortuna ci è riuscito”.

Poi la solidarietà delle persone. “Sono stato aiutato e portato in ospedale dall’ambulanza del 118, ho parlato con i carabinieri. Mentre mia madre si è occupata di Oscar. Il mio cane, all’animo dolce e dall’indole pacata, è stato portato dal veterinario e sottoposto a un intervento di urgenza. Non è ancora fuori pericolo e occorre aspettare del tempo prima di poter dire che sta bene”. E nonostante l’enorme spavento, ora arriva il momento delle considerazioni e delle riflessioni.

118 e polizia locale

118 e polizia locale – Immagine di repertorio


Se sabato mattina al posto mio ci fosse stato un bambino o una persona anziana, staremmo qui a parlare di tragedia consumata. Io sono un animalista, per cui mi dispiacerebbe tantissimo se il cane dovesse essere soppresso – ci tiene a spiegare -. Il problema in generale sono i proprietari che non sono in grado di gestire animali problematici o dall’indole più aggressiva. Per questo auspico che il pastore tedesco venga preso e inserito in qualche programma rieducativo così da reintrodurre correttamente nella società…”.

Sul posto sono intervenuti, oltre al personale sanitario del 118, anche gli agenti della polizia locale di Vetralla.

Barbara Bianchi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 dicembre, 2024

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