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Cronaca - Dedicato al parroco don Roberto Baglioni, prossimo al trasferimento

A Vignanello il concerto dell’Immacolata, tra gioia e nostalgia per vivere l’Avvento

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Vignanello - Concerto Immacolata

Vignanello – Concerto Immacolata

Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Un concerto tra gioia e nostalgia quello dell’Immacolata nella Collegiata a Vignanello che tocca le corde dell’animo, curando i battiti ed il ritmo cardiaci delle Creature in una lode innalzata a Dio. Un concerto diretto dal Maestro Giuseppe Fochetti, con la preziosa presenza di Dalila Donati e Roberto Panfili e di 14 coristi.

Le parole di apertura del cerimoniere del coro Santa Maria della Presentazione, Maria Elena Grattarola si elevano nella preghiera del corista di monsignor Marco Frisina: “Fa che il mio canto sia sempre a servizio della tua lode, che non mi vanti mai di questo dono, che offra il mio servizio alla chiesa senza alcuna vanità e superbia, sapendo di assolvere un dovere d’amore verso Dio e i fratelli…”.

Con questa predisposizione si apre il concerto, dedicato al parroco don Roberto Baglioni, prossimo al trasferimento in altra parrocchia dopo un proficuo, operoso decennio evangelico ed evangelizzante portato avanti con pragmatismo, profondo senso di servizio e di fraternità. Dedicato al Presbitero è proprio in particolare il primo canto, che dà oltretutto l’intitolazione al concerto, “Con te Camminerò”. Momenti di commozione che incrinano la modulazione della voce del cerimoniere, sebbene di certo non le note dell’intero concerto articolato su 16 canti intercalati da altre dediche speciali: al caro don Gilberto De Santis scomparso il 28 ottobre 2024 e che ha profuso alla comunità di Vignanello il significato incarnato del Vangelo suggellato dall’amore e dal senso di fraternità, alla Madonna Vergine Santa ed Immacolata, figura chiave del concerto che nella realtà cristiano-cattolica è colei che ci porta a Cristo. Sulle note mariane della seconda parte del concerto siamo guidati e condotti all’ultima parte dedicata al Natale, cioè alla visione vivente di Cristo sulla terra nell’incarnazione divina tra gli uomini… dediche che rimbalzano come perle ricolme di Grazia donate a chi ha saputo donare all’umanità e alla comunità tanto amore salvifico.

I numerosi presenti immersi in questo caldo abbraccio canoro dalle finalità taumaturgico-culturali, hanno apprezzato, arricchendosi di bellezza meditativa, consentendo loro di ritrovarsi in comunione nel sentirsi una cosa sola nella fede. Il reverendo Don Roberto Baglioni, ringraziando a fine concerto con animo sorpreso, ma grato per la dedicazione a lui del concerto e facendosi voce della comunità, esprime, sollecita e mette in evidenza che il cristiano vive il Natale nella profondità di una Luce Piena nascosta nella grotta di Betlemme piccolina, sottile, sottile, che non deve lasciarsi rubare dalle distrazioni della mondanità, della mercificazione.

Importante e vitale è gustare la gratuità della musica perché la musica è gratis, è Grazia, è elevazione del cuore. Un volano dello spirito, un balsamo del cuore, è bellezza. Citando Charles Baudelaire, dice che “Il bello non è che la promessa della felicità”. Gustare qualcosa di bello come una serata in concerto per l’immacolata, significa pregustare già la felicità.

“Un concerto – come ribadisce il don nel saluto di ringraziamento finale -, che suggerisce e propone di vivere l’Avvento come la Madonna incinta, che ci invita ad attendere la venuta di Cristo esattamente come un tempo di gestazione del cristiano, che attende la venuta, e vive la redenzione non come un ricordo, piuttosto come qualcosa di reale, di vivo, di attuale, protendendosi verso il Natale. Un grazie speciale per il servizio liturgico del coro presente alle celebrazioni dell’anno e per far vivere con le loro voci canore la tensione tra l’Avvento, l’Immacolata e il Natale.

In Maria Immacolata si celebra la gioia di rispondere alla vocazione piuttosto che all’illusione di vivere nel costruirsi da sé. Bellissima l’ultima sollecitazione del parroco don Roberto Baglioni di rimanere appesi alle labbra di Dio e vivere la propria vita come una vocazione, che trova profondo significato nelle parole della preghiera iniziale del corista nella parte finale della quale si invoca il canto nuovo nel cuore, pregustando l’anticipo della liturgia del Cielo”.

Maria Cristina Bigarelli
Responsabile associazione Ivna


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11 dicembre, 2024

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