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Lettere - Viterbo - Scrive Stefano Cavalieri: "Realizzarono l’abbazia tenendo conto dell’orientamento solare"

“Pronti ad ammirare la Stella di San Martino, il gioco di luci progettato dagli architetti medievali…”

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Abbazia cistercense di San Martino al Cimino

Abbazia cistercense di San Martino al Cimino

Abbazia cistercense di San Martino al Cimino

Abbazia cistercense di San Martino al Cimino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il solstizio d’inverno è un evento importante celebrato fin dall’antichità con rituali e festività legati alla rinascita del Sole e della luce, come il Saturnalia romano o lo Yule germanico. Simbolo di rinnovamento e speranza, rappresenta il ritorno della luce dopo il periodo più buio dell’anno. Astronomicamente, segna il momento in cui il Sole raggiunge il punto più basso rispetto all’orizzonte nel suo percorso apparente nel cielo: è il giorno con il minor numero di ore di luce solare e la notte più lunga. Da quel momento in poi, le giornate iniziano gradualmente ad allungarsi. Quest’anno il solstizio d’inverno cade il 21 dicembre.

In vista di questo evento che si ripete ogni anno, Stefano Cavalieri, studioso di orientamenti di chiese, ha avviato una ricerca presso l’antica Abbazia cistercense di San Martino al Cimino, concentrandosi sullo studio delle luci come manifestazione del sacro (ierofania, dal greco antico hierós, “sacro”, e phaínein, “mostrare”, ndr). Questo studio ha portato a una scoperta significativa per la storia della chiesa abbaziale.

Basandosi sull’orientamento dell’edificio e sul rapporto con l’illuminazione solare, Cavalieri ha riportato alla luce un fenomeno straordinario, capace di affascinare visitatori e appassionati di storia e spiritualità. Il fenomeno luminoso, visibile esclusivamente nel periodo natalizio, si manifesta nell’abbazia in due momenti di grande suggestione.

All’alba, la luce delle monofore dell’abside colpisce con precisione l’unico capitello raffigurante il simbolo della vite e il basamento della piccola colonna decorativa posta su una lesena. Alle 12,06, invece, la luce proiettata dal rosone del transetto crea una rosa a otto petali al centro dell’antica porta dei monaci. I contorni dell’ombra ricordano un sole con raggi, simbolo di luce divina e rinascita. In quel preciso momento, il Sole raggiunge il culmine a sud, con un margine di errore di appena un grado, dando vita a una ierofania unica nel suo genere.

Cavalieri ha inoltre verificato che, in questi giorni particolari, la proiezione dei finestroni della navata centrale coincide esattamente con l’altezza delle colonne dei pilastri, illuminandole una ad una. Inoltre, il posizionamento laterale del rosone del transetto, insolito rispetto alla tradizione che lo colloca sopra il portale, sembra essere stato concepito proprio per creare effetti luminosi legati alla liturgia in momenti specifici dell’anno. Questo aspetto conferma il genio degli architetti medievali, che progettarono l’abbazia tenendo conto dell’orientamento solare.

La scoperta sarà al centro di una prossima pubblicazione, che verrà presentata durante una conferenza dedicata. Tale evento darà il via a una serie di incontri culturali e visite guidate in occasione dell’Anno Giubilare e degli 800 anni dalla consacrazione dell’Abbazia cistercense.

Per l’occasione, sabato 4 gennaio alle ore 11,15, l’appuntamento è in Abbazia per ammirare in base alle previsioni meteo la Stella di San Martino ed esporre il totale studio dell’Abbazia. Ad accompagnare i visitatori saranno le narrazioni dello storico Colombo Bastianelli e le spiegazioni sulle ierofanie fornite da Stefano Cavalieri, per vivere un’esperienza unica di luce e spiritualità.

Questi eventi sono organizzati in collaborazione con la Confraternita del Santissimo Sacramento e del Santo Rosario, con il supporto del parroco della chiesa abbaziale, don Fabrizio Pacelli.

Stefano Cavalieri


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1 gennaio, 2025

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