L’ex primo cittadino della Capitale condotto nel carcere di Rebibbia. Decaduta la messa alla prova ai servizi sociali dopo le presunte trasgressioni agli obblighi imposti.
Gianni Alemanno, già condannato a 22 mesi per traffico di influenza illecita nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, è stato arrestato ieri sera e trasferito nel carcere di Rebibbia. La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma arriva in seguito alla presunta violazione di prescrizione legata alla misura alternativa alla detenzione. L’avvocato difensore conferma il provvedimento, ma non rilascia dichiarazioni.
Ieri sera, intorno alle 20, Alemanno è stato arrestato e portato nel carcere di Rebibbia. L’arresto, disposto d’urgenza dal tribunale di Sorveglianza di Roma, è conseguente alla presunta violazione delle prescrizioni previste dalla misura di affidamento ai servizi sociali. Alemanno, già condannato in via definitiva a 22 mesi di reclusione per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, aveva ottenuto l’alternativa alla detenzione.
Secondo quanto trapelato, l’ex primo cittadino non avrebbe osservato alcune delle regole imposte dai giudici, tra cui il rispetto degli orari di uscita e rientro nella sua abitazione e il divieto di fornire giustificazioni false per sottrarsi agli impegni previsti dal programma sociale.
Tra gli obblighi violati figurerebbe anche il mancato rispetto del lavoro presso il villaggio “So.Spe.-Solidarietà e Speranza”, una comunità gestita da suar Paola D’Auria, dedicata all’assistenza di ragazze madri, famiglie in difficoltà e vittime di violenza .
L’avvocato Edoardo Albertario, legale di Alemanno, ha confermato il provvedimento senza rilasciare ulteriori dichiarazioni.
Il passato giudiziario dell’ex sindaco
La condanna di Alemanno risale all’inchiesta “Mondo di Mezzo”, che ha portato alla luce un sistema di corruzione tra politici, imprenditori e criminalità organizzata nella capitale. Alemanno era stato riconosciuto colpevole di traffico di influenza illecite per aver agevolato il pagamento di somme destinate a Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, figura chiave dello scandalo.
Nonostante la concessione della misura alternativa alla detenzione, le violazioni degli obblighi imposti dai giudici hanno ora determinato il suo trasferimento in carcere. Alemanno, che di recente aveva fondato il movimento politico “Indipendenza”, si trova ora a fronteggiare una situazione giudiziaria sempre più complessa.
L’arresto rappresenta un nuovo capitolo nella parabola giudiziaria dell’ex sindaco, aggiungendo un ulteriore elemento di drammaticità a una vicenda che continua a scuotere l’opinione pubblica.












