Città del Vaticano – “Essere giornalisti è una vocazione, è importante che voi sosteniate il disarmo del linguaggio”, le parole colme di gratitudine di papa Francesco ai presenti nell’aula Paolo VI, in occasione del Giubileo del mondo della comunicazione e dell’editoria, che si è svolto in questo fine settimana.
“Essere giornalista è una vocazione, un po’ come quella del medico, che sceglie di amare l’umanità curandone le malattie – così papa Francesco a tutti i presenti in aula Paolo VI – così, in un certo senso, fa il giornalista, che sceglie di toccare con mano le ferite della società e del mondo. È una chiamata che nasce da giovani e che porta a capire, a mettere in luce, a raccontare. Vi auguro di tornare alle radici di questa vocazione, di farne memoria, di ricordare la chiamata che vi unisce in un compito così importante.
Quanti conflitti oggi, anziché essere estinti dal dialogo, sono alimentati da notizie false o da dichiarazioni incendiarie che passano attraverso i media. Perciò è ancora più importante che voi sosteniate il disarmo del linguaggio.
Il giornalismo, come racconto della realtà, richiede la capacità di andare laddove nessuno va, un muoversi e un desiderio di vedere. Una curiosità, un’apertura, una passione”.
Giusi De Novara
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