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Economia - Scrive Felice Antonio Monfeli del Comitato Nazionale di Coordinamento e di Azione per l'Evoluzione Agricola e lancia nuovamente l'allarme: "La situazione nelle provincia di Viterbo e Rieti è sempre più difficile"

“L’agricoltura è stata rottamata da politiche scellerate, ci sono 686 famiglie senza più risorse”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Alla vigilia di nuove vibranti proteste riceviamo anche quest’anno solleciti e proposte di “coordinarci democraticamente con tutti per confrontarci”. 

Vetralla - Trattori sulla Cassia

Vetralla – Trattori sulla Cassia


Dopo un anno di attività sui territori e soprattutto a livello nazionale, che ci hanno visti tra i protagonisti nel richiedere il riconoscimento dello stato di crisi di tutto il settore, sbeffeggiati dai politici, dai giornalisti e dai camerieri che ancora urlano di “traguardi storici” ed “esportazioni” alle stelle, nascondendo abilmente che non riguardano le 400.000 aziende agricole, “microimprese a conduzione famigliare” che ancora sopravvivono nella catastrofe in atto.

Orte - La protesta degli agricoltori - Felice Antonio Monfeli, coordinatore del presidio di Orte

Orte – La protesta degli agricoltori – Felice Antonio Monfeli, coordinatore del presidio di Orte


Il nostro settore paga il caro prezzo di chi senza più associazioni di categoria, senza una classe politica consapevole e senza nessuna informazione corretta neanche da parte del servizio pubblico, è in balia dell’agroindustria che si nasconde dietro falsi accordi di filiera e rapaci sedicenti organizzazioni di produttori che non ci ripagano neanche dei costi di produzione.

Esportano “eccellenze ” ricavate dalle nostre tradizioni locali, ma prodotte ormai con merce scadente che tutti gli stati dell’Unione europea avevano l’obbligo di non fare entrare a prezzi inammissibili, imposti dalla globalizzazione creata ad arte dall’organizzazione mondiale del commercio dalla cui arroganza non ci ha difeso nessuno.

In tanti vorrebbero mostrare di protestare al nostro fianco per proporre falsi obiettivi, senza aver chiari i motivi del disastro, che opera ormai in tutto il settore primario, senza voler analizzare chi e cosa lo ha provocato e come dobbiamo attivarci per salvare le ultime aziende a conduzione famigliare ormai arrivate alla stretta finale.

La chiusura nel 2024 in tutta Italia di 37.851 aziende del solo settore primario, di cui 2.280 nel Lazio, segnala per le province di Viterbo e di Rieti il dramma di 686 famiglie senza più risorse, senza motivazioni per continuare il duro lavoro di decenni di passione e orgoglio, senza nessun ammortizzatore sociale come avviene per l’industria.

Cento aziende di agricoltori, pescatori e allevatori che chiudono ogni giorno in Italia con la beffa di chi anche quest’anno prova ad aggiudicarsi la protesta, prendendo in giro un popolo intero che non sa cosa mangiano i propri figli nelle scuole e i propri cari negli ospedali.

Ma in campagna non siamo tutti cafoni per fortuna, ci hanno tenuto sotto ricatto da sempre e lo vorrebbero continuare a fare, ma i tempi stanno per cambiare rapidamente e non c’è più tempo per la speculazione finanziaria e le menzogne che la coprono.

Stiamo scendendo di nuovo in campo con meno trattori forse ma tante sacrosante ragioni, riceverete istruzioni per l’uso e ortaggi freschi mentre si rallenterà il traffico, vi parleremo del modo onesto, giusto e sensato con cui si può lavorare tutti insieme e apriremo una breccia importante nella gabbia in cui ci vogliono chiudere.

Abbiamo preparato una proposta di legge di iniziativa popolare per la salvaguardia dell’agricoltura, della pesca e degli allevamenti a conduzione famigliare, che gestiscono il 95% del cibo prodotto in Italia, mangeremo qualcosa insieme, spiegheremo a tutti cosa sta succedendo e continueremo a cantare le nostre canzoni e a danzare con vento e sotto il cielo.

Se non vogliamo soccombere possiamo solo protestare senza farci pugnalare alle spalle, questa volta abbiamo un solo simbolo e dato che dobbiamo assolutamente vincere insieme ai cittadini ed ai consumatori consapevoli ce la faremo.

Felice Antonio Monfeli


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27 gennaio, 2025

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