Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore
nell’unirci a Rinaldi nei complimenti per l’iniziativa della Sua testata giornalistica sul problema del Centro Storico, non possiamo altresì esimerci dal rimarcare che per l’ennesima volta sembra che, secondo Rinaldi, la causa del mancato “sviluppo e salvaguardia” di Viterbo sia da addebitarsi principalmente ai commercianti.
Innanzitutto Rinaldi, ci piacerebbe sapere dall’alto di quale esperienza specifica nel settore lei giudica “miopi” quei commercianti che ritengono che la chiusura del centro sia una iattura, una mazzata finale alle loro attività già alle prese con una crisi sempre più soffocante, senza dimenticare che tra questi commercianti c’è anche chi dà posti di lavoro e produce reddito, senza passare a riscuotere l’assegno di disoccupazione.
Come da lei giustamente ricordato, questa discussione risale agli anni 90, ed in una delle tante manifestazioni fatte, i commercianti esasperati (e la crisi era agli albori) consegnarono simbolicamente le chiavi dei loro negozi al Sindaco; in quell’occasione si riunirono in Piazza del Comune quasi 500 commercianti; non ci sembra proprio che rappresentino solo“ una manciata di voti”.
Ci chiediamo come mai in tema di mancato sviluppo non si parli con altrettanto accanimento dell’abbandono ed incuria di altre bellezze possibili fonti di attrazione turistica tipo Ferento; di come le “pozze” del Bulicame siano diventate una sorta di Jacuzzi gratuita, quando potrebbero essere fonte di entrate economiche anche per l’Amministrazione, di quanto si potrebbe fare di più per il Palazzo Papale ed il Duomo oltre che per tutta la Zona di S.Pellegrino.
Ci chiediamo se chi cita ad esempio per la chiusura del Centro Storico città come Siena, ci sia veramente stato o parli solo per sentito dire: a Siena l’attuale situazione viabile è frutto di progettazione, programmazione e soprattutto concertazione tra tutte le parti interessate, esistono ampi parcheggi a ridosso del centro come quello dello stadio, cartellonistica di segnalazione già da cinque km prima della città, un’Amministrazione che stimola l’imprenditoria a rivolgersi verso una clientela prevalentemente “turistica”, facendo la sua parte affinchè ci siano sempre iniziative di ampio interesse; malgrado la crisi, il “mattone” tira sempre, con la differenza che a Siena un’immobile nel Centro Storico può superare anche a 5.000 euro al mq, mentre a Viterbo difficilmente si superano i 1.000.
Fatevi un giro nel centro storico di Siena dove la parola “incuria” non esiste, poi tornate a Viterbo e confrontate non le bellezze, ma il degrado e l’abbandono in cui versa, ed in questo non credo ci siano colpe da parte dei commercianti.
Se vogliamo prendere ad esempio realtà migliori della nostra, (e purtroppo ce ne sono tante) dobbiamo farlo a 360 gradi, senza barricate o muro contro muro, noi non siamo contro la chiusura, ma bisogna arrivarci con un progetto globale condiviso, una cosa così importante non si fa con mezza giornata o soppesando la famosa “manciata di voti” e nemmeno con quella che Rinaldi, chiama “atto di Coraggio”.
Movimento Politico La Mia Tuscia
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