Viterbo – Smog e salute: Roma e Frosinone maglie nere nel Lazio, Viterbo tra le migliori. Legambiente lancia l’allarme sulla qualità dell’aria nella regione e in Italia.
L’aria del Lazio resta sotto osservazione. I nuovi dati del rapporto “Mal’Aria di città 2024” di Legambiente rivelano una situazione preoccupante per i capoluoghi della regione, con valori di inquinanti atmosferici ancora lontani dai futuri standard europei. Se nessuna città supera attualmente i limiti normativi in vigore, la nuova direttiva sulla qualità dell’aria prevista per il 2030 renderà necessarie riduzioni significative delle concentrazioni di polveri sottili (PM10) e biossido di azoto (NO2).
Ecco la fotografia della qualità dell’aria nei capoluoghi laziali secondo i dati di Legambiente:
| Città | PM10 (media annuale, µg/mc) | NO2 (media annuale, µg/mc) | Riduzione necessaria PM10 (%) | Riduzione necessaria NO2 (%) |
|---|---|---|---|---|
| Frosinone | 26 | 23 | -23% | -11% |
| Latina | 21 | 24 | -6% | -18% |
| Rieti | 18 | 15 | – | – |
| Roma | 25 | 30 | -19% | -32% |
| Viterbo | 19 | 19 | – | – |
Nel 2024, ben 25 capoluoghi di provincia hanno superato il limite normativo di 35 giorni all’anno con concentrazioni di PM10 superiori a 50 µg/mc. In totale, 50 centraline di monitoraggio hanno registrato sforamenti, confermando la criticità della qualità dell’aria in molte città italiane.
| Città | Centralina | Giorni di superamento PM10 |
| Frosinone | Scalo | 70 |
| Milano | Marche | 68 |
| Verona | Borgo Milano | 66 |
| Vicenza | San Felice | 64 |
| Padova | Arcella | 61 |
| Venezia | Via Beccaria | 61 |
| Napoli | Ospedale N. Pellegrini | 57 |
| Torino | Rebaudengo | 55 |
| Monza | Via Machiavelli | 54 |
| Treviso | Via Lanceri | 53 |
Il quadro evidenzia come in molte città siano presenti più centraline che superano i limiti di legge, segnale di un inquinamento diffuso e non limitato a singole zone.
Secondo Legambiente, la riduzione dell’inquinamento atmosferico in Italia procede a rilento, con molte città ancora lontane dagli obiettivi ambientali futuri. “Il 2030 è alle porte, servono scelte coraggiose ora. È fondamentale investire nella mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico e rendendo le città più vivibili, con spazi pedonali e ciclabili”, dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.
La nuova direttiva europea abbasserà il limite normativo per il PM10 a 20 µg/mc dal 2030, avvicinandosi ai valori suggeriti dall’OMS (15 µg/mc). Attualmente, il 97% dei capoluoghi italiani non rispetta tale valore, evidenziando la necessità di misure drastiche per la tutela della salute pubblica.
Per il Lazio, questo significa interventi mirati sul trasporto urbano, la riduzione del traffico veicolare privato e politiche più incisive per il riscaldamento domestico e le attività agricole. La campagna itinerante “Città2030”, avviata oggi a Milano e che toccherà 20 città italiane fino a marzo, sarà un’occasione per monitorare lo stato delle politiche ambientali nei diversi territori.
Roma, che registra la media più alta di NO2 nel Lazio (30 µg/mc), dovrà ridurre del 32% questa concentrazione per rispettare i futuri standard. Anche Frosinone, con livelli preoccupanti di PM10 e NO2, è chiamata a una trasformazione radicale della mobilità urbana e dell’efficienza energetica degli edifici.
Se i dati di Viterbo e Rieti risultano meno allarmanti, non significa che la qualità dell’aria sia ottimale. Le concentrazioni di PM10 e NO2 devono essere abbattute ulteriormente per garantire un ambiente sano ai cittadini. Il messaggio di Legambiente è chiaro: senza azioni concrete, il Lazio e l’Italia rischiano di trovarsi impreparati alle nuove normative europee sulla qualità dell’aria.
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