Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso weekend abbiamo dolorosamente accompagnato ad Acquapendente il funerale di Gildo Giuliani morto a soli 49 anni di malattia improvvisa.
Per noi che lo abbiamo conosciuto era un’autentica rock star, soprattutto nelle notti di Perugia dove si era trasferito ed era un vero guru della dancefloor.
Aveva molti seguaci nella serata Skull of Rock a cui personalmente ebbi la fortuna di presenziarvi carpendo il calore e l’energia del suo pubblico multietnico e multiculturale che lo amava.
Lo incontrai di recente poco prima della partenza del Pride di giugno 2024 davanti l’Università degli Stranieri. Gildo stava preparando il suo djset. Ricordo che mi guardò per qualche secondo prima di riconoscermi dato che negli ultimi anni stavo facendo la transizione ormonale e dovevamo vederci da un po’.
Appena mi riconobbe mi abbracciò dandomi il messaggio che porterò sempre nel cuore: “Se questa è la dimensione che ti piace e ti fa star bene hai fatto bene a fare questo passo, fregatene dei giudizi della gente che non ti capisce e vai avanti per la tua strada”.
Ricordo il suo volto comprensivo e la sua indole inclusiva ed accogliente oltre alla sua forte capacità di esprimersi in molteplici ambiti artistici; dalla sua vocazione di dj , al suo amore per la chitarra al sua arte nei lavori artigianali del cuoio all’estro nella computer grafica.
Per quel che mi riguarda non vedo l’ora di tornare a Perugia a ripercorrere i tuo passi caro Gildo e con amarezza posso affermare che con la tua scomparsa una grossa parte di noi amici di sempre se ne è andata con te.
Un sentito abbraccio alla mamma Gianna al babbo Luigi e alla moglie Patrizia.
Emanuel Alison Flamini
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