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Viterbo - Il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini: “Grazie ai 7,2 milioni di euro stanziati dal governo, i lavori inizieranno alla fine del 2025, diventerà un luogo polifunzionale"

“La chiesa di Santa Maria in gradi verrà aperta al pubblico nel 2026”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “La chiesa di Santa Maria in gradi verrà aperta al pubblico nel 2026”. Il rettore dell’Università degli studi della Tuscia Stefano Ubertini questa mattina nella sala Spinelli dell’Unitus alla presentazione degli interventi che verranno fatti sulla struttura con i 7,2 milioni di euro stanziati dal governo.

Da sinistra: Daniele Sabatini, Margherita Eichberg, Stefano Ubertini, Mauro Rotelli, Alessandra Moscatelli e Alvaro Marucci

Da sinistra: Daniele Sabatini, Margherita Eichberg, Stefano Ubertini, Mauro Rotelli, Alessandra Moscatelli e Alvaro Marucci


“Tre stralci in tre anni, 2,4 milioni a stralcio – dice il rettore -, i lavori inizieranno alla fine del 2025 e nel 2026 la chiesa sarà visitabile da cittadini e studenti”.

La chiesa, parte integrante di un istituto penitenziario dalla seconda metà dell’Ottocento fino al 1993, venne bombardata durante la seconda guerra mondiale.

Assieme a Ubertini ci sono anche il presidente della commissione parlamentare infrastrutture e ambiente Mauro Rotelli, la soprintendente Margherita Eichberg, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il prorettore Alvaro Marucci e la direttrice generale dell’Unitus Alessandra Moscatelli.

Viterbo - Unitus - La chiesa di Santa Maria in Gradi

Viterbo – La chiesa di Santa Maria in Gradi


“Il primo stralcio punta a consolidare la chiesa – spiega Marucci -. A quel punto sarà aperta. Poi passeremo alla parte edilizia, all’impiantistica, all’acustica, all’arredi e agli interventi di restauro”.

“La chiesa, grazie ai finanziamenti del governo – riprende la parola Ubertini – diventerà un luogo polifunzionale dove studiare e lavorare. Un luogo da visitare. Uno spazio aperto e dedicato alla città”.

In sala ci sono inoltre i consiglieri comunali Laura Allegrini, Matteo Achilli e Gianluca Grancini, così come il sindaco di Civita Castellana, Luca Giampieri.

“La chiesa è stata oggetto di un finanziamento di 10 miliardi già nel 1994 – ricorda Eichberg -. L’obiettivo era destinare la chiesa ad aula magna. Poi la chiesa è rimasta un opera incompiuta. Nel 2001 sono stati dati due incarichi a due architetti della soprintendenza e stanziati 3 milioni di euro per le coperture, prospetti e l’apparato decorativo. La soprintendenza ha chiesto poi un milione e 400 mila euro per la verifica della vulnerabilità sismica. Lavori tuttora in corso. Nel frattempo la chiesa è stata liberata dai ponteggi”.

Da sinistra a destra, Daniele Sabatini, Stefano Ubertini, Margherita Eichberg, Mauro Rotelli, Alessandra Moscatelli e Alvaro Marucci

Da sinistra: Daniele Sabatini, Stefano Ubertini, Margherita Eichberg, Mauro Rotelli, Alessandra Moscatelli e Alvaro Marucci


“A fine mese – aggiunge Eichberg – dovremo chiudere la navata e intervenire nella parte del coro. Per giugno finiremo invece la verifica della vulnerabilità sismica. Stiamo portando avanti anche le attività archeologiche. Ed entro la fine dell’anno dovremmo appaltare i lavori per il portico. Infine metteremo tutta la documentazione a disposizione dell’università”.

“Un altro pezzo del lavoro fatto per il Giubileo – precisa Rotelli -. Quando siamo stati eletti ci siamo dati l’obiettivo di chiudere le incompiute. Il futuro di Santa Maria è una delle cose di cui la città ha bisogno. Santa Maria in grado va a impreziosire ulteriormente l’università andando a servire tutta la città. Un intervento con una prospettiva futura”.

Da sinistra: Stefano Ubertini e Mauro Rotelli

Da sinistra: Stefano Ubertini e Mauro Rotelli


“Dobbiamo superare lo schema delle incompiute – continua Sabatini – che per troppi decenni ha caratterizzato il territorio identificandolo anche all’esterno. E Santa Maria in gradi è un ulteriore passo in avanti”.

“Un risultato eccellente – conclude Moscatelli – e mi piace anche l’idea che un posto dove si muovevano i detenuti (fino al 1993 Santa Maria in gradi era un carcere, ndr) diventi invece un posto destinato all’aggregazione degli studenti”.

Daniele Camilli


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11 febbraio, 2025

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