Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Fisascat Cisl di Viterbo ha appreso con profonda delusione la notizia che l’ennesimo esercizio commerciale del centro storico ha abbassato le sue saracinesche definitivamente.
Una cattiva politica culturale ha permesso che il fulcro commerciale – economico di Viterbo si spostasse dal centro verso la periferia, disperdendo risorse senza alcuna progettazione seria e provocando un triste depauperamento del centro storico stesso.
Nel 2020, i sindacati confederali, le istituzioni politiche locali, le associazioni datoriali, la Camera di commercio e l’Università della Tuscia, firmarono una piattaforma per lo sviluppo del territorio che aveva l’intento di provare a risolvere, fra le diverse problematiche della nostra città e della nostra provincia, anche l’abbandono del centro storico.
Su quel documento era scritto che “…bisogna riportare gli uffici, amministrativi e privati, le attività artigianali di qualità e le attività commerciali al “centro” della politica, nel “centro” delle città; dove si favorisca una circolazione del traffico sostenibile prevedendo parcheggi fuori le mura, per i non residenti, con servizi navette.
Vanno poi recuperati tutti gli spazi e gli edifici in disuso e semiabbandonati convertendoli in luoghi d’arte, musica, teatro, laboratori, convegni, cinema e musei destinandoli in primis alle realtà più serie e di eccellenza; creare un centro commerciale naturale, all’aperto, fatto di tante piccole attività caratteristiche del luogo: le famose botteghe di mestiere.
Tutto ciò potrebbe portare alla costituzione di start up, cooperative e gruppi di lavoro che coinvolgano positivamente anche l’università della Tuscia con tutte le sue facoltà”.
Sono anni che vengono aperti tavoli di confronto, firmati protocolli, esposte ricette per risollevare le sorti del centro storico, senza che si riesca a mettere in pratica i buoni propositi di queste iniziative. Molte città italiane vedono spostare le attività commerciali in zone periferiche, i centri storici perdono la loro identità e se va bene diventano alloggi per un turismo di massa non sostenibile che consuma beni e servizi standard. Per Viterbo non vogliamo questo.
La città ha le carte in regola per provare ad intercettare un turismo sostenibile che non impatti in modo aggressivo sull’ambiente e le persone che lo abitano, dove il territorio sia salvaguardato da ogni punto di vista: sociale, economico e naturalistico.
Vanno incentivati progetti di largo respiro che prevedano inclusione sociale, condivisione del benessere economico e creazione di posti di lavoro dignitosi. Il Giubileo e la candidatura a Capitale Europea della Cultura rappresentano preziose opportunità per mettere in pratica un disegno simile.
La Fisascat Cisl di Viterbo si mette a disposizione, come ha finora sempre fatto, per dare il suo contributo a trovare soluzioni che possano frenare la desertificazione del centro storico, nella speranza che dalle parole si possa finalmente passare ai fatti.
Guido Calà
Segretario generale Fisascat Cisl
– Crisi del commercio in centro, chiude anche Stefanel… un altro grande marchio che se ne va
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY