Viterbo – “Vogliamo raccontare quello che è stato servito sul piatto e ciò che bolle in pentola”. La sindaca Chiara Frontini inizia così la giornata dedicata al “rendiconto condiviso di metà mandato” dell’amministrazione che si è insediata a Viterbo nell’estate del 2022.
Chiara Frontini
5 panel, 5 parole chiave, 5 tavoli per approfondire altrettante tematiche. Oggi pomeriggio all’auditorium di Unindustria a Valle Faul. In sala assessori, consiglieri di maggioranza, operatori economici e rappresentati di associazioni.
“Cinque le parole chiave che vogliono riassumere ciò che è stato fatto e ciò che vogliamo fare – dice Frontini -: città consapevole, competitiva, dinamica, sicura e capitale. Parole che hanno dato vita ad altrettanti tavoli di lavoro con operatori economici e le associazioni”.
Tavoli che sono stati declinati durante l’incontro all’auditorium con panel che vedono la partecipazione, tra gli altri, il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini, l’amministratrice unica di Francigena Elisabetta Ferrari, il comandante della Polizia locale Mauro Vinciotti, la presiedente di Federlazio Tiziana Governatori, il presidente della camera di commercio Domenico Merlani e Attilio Lupidi segretario di Cna Viterbo.
Andrea Belli
A fare i saluti istituzionali il presidente di Unindustria Andrea Belli.
“Questa sala – sottolinea Belli riferendosi all’auditorium – è un atto d’amore degli imprenditori verso la città. Un posto aperto a tutta Viterbo, uno dei luoghi di incontro più importanti”.
“Un evento – aggiunge Frontini – che abbiamo voluto organizzare per focalizzare l’attenzione su un metodo. Per monitorare i progetti che ci stanno portando, oppure no, a raggiungere gli obiettivi del patto con i viterbesi. E lo vogliamo fare in modo condiviso e trasparente”.
Ad introdurre i panel gli assessori Emanuele Aronne, città consapevole, Alfonso Antoniozzi, città dinamica, Rosanna Giliberto, città sicura, Elena Angiani, città competitiva, e è sempre Antoniozzi, città capitale.
“Vogliamo raccontare cosa è stato servito sul piatto e ciò che bolle in pentola – conclude Frontini nella sua introduzione all’incontro -, riconducendo il tutto a una visione di sistema”.
Daniele Camilli
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