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Salute - L'Asl di Viterbo risponde alla lettera di Alessandro Livi che aveva raccontato a Tusciaweb la disavventura del padre qualche giorno fa: "Gli indumenti e gli effetti personali sono stati consegnati alla struttura dove è stato trasferito"

“Il figlio del paziente Livi ricoverato in pronto soccorso è stato informato costantemente e l’ha potuto vedere…”

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Viterbo - Il pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa

Viterbo – Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In merito alla segnalazione del signor Alessandro Livi, relativa al ricovero del padre presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, la direzione strategica della Asl di Viterbo ritiene doveroso non lasciar cadere l’appello al confronto contenuto al suo interno, anche al fine di descrivere le azioni in corso volte al miglioramento progressivo del servizio e, allo stesso tempo, delle condizioni lavorative dei professionisti sanitari che operano quotidianamente nella struttura.

Condizioni che, come evidenzia sempre oggi un altro lettore di Tusciaweb, il signor Umberto Quadraccia, questa volta attraverso una nota di merito e di ringraziamento, risultano oggettivamente complesse, per la tipologia del servizio erogato, ma anche, e troppo spesso, per atteggiamenti inaccettabili e aggressivi di cui sono vittime gli operatori sanitari di pronto soccorso. Un fenomeno, questo, in preoccupante crescita a livello nazionale, che non può essere contrastato se non con una condanna ferma e con un’azione di sensibilizzazione, forte e collettiva, da parte di tutti.

Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, come più volte comunicato agli organi di stampa, è al centro di importanti interventi strutturali di potenziamento e di riqualificazione, finanziati con fondi del Giubileo, la cui conclusione è prevista entro il mese di febbraio. Lavori che, tra l’altro, prevedono anche la realizzazione di un’area di attesa rinnovata e ingrandita con un bancone triage e registrazione da tre postazioni di lavoro, più tre box per la prima visita dei pazienti, al fine di superare l’oggettiva, insopportabile e annosa situazione di criticità legata alla carenza di adeguati spazi dedicati all’accoglienza, all’informazione e all’orientamento. Ambiti rispetto ai quali l’azienda sta lavorando, con la preziosa collaborazione dei suoi professionisti, con l’obiettivo di un perfezionamento continuo dei percorsi di facilitazione e di interazione con le persone care dei pazienti presi in carico dal pronto soccorso. 

In relazione alla vicenda esposta dal signor Livi, la stessa è già stata oggetto di un primo approfondimento con gli operatori, al fine di ricostruire i contorni e di condividere eventuali margini di miglioramento. Tuttavia, senza entrare nel dettaglio, anche nel rispetto della privacy del paziente, risulta che il signor Livi, per tutto il tempo di permanenza del padre in pronto soccorso, sia stato informato costantemente circa le condizioni di salute del paziente e che abbia potuto anche vederlo, a seguito della necessaria autorizzazione di ingresso in sala visita. Risulta, inoltre, che lo stesso paziente, per le problematiche di salute con le quali è stato condotto in struttura, abbia avuto la necessità di essere liberato dai propri indumenti e che gli stessi, per le condizioni in cui si trovavano, non potevano più essere indossati, al momento della dimissione.

Per questa motivazione sono stati consegnati, in busta, alla società privata che si è occupata del trasporto verso la struttura presso la quale il signore è ospitato. Inoltre, dai controlli effettuati nei registri di vigilanza, non risulterebbe la presenza in entrata di effetti personali. In poco più di 13 ore, il paziente è stato sottoposto a tutti gli esami ematici e diagnostici, trattato per il problema di salute con il quale si era presentato in struttura e, successivamente, dimesso.

Ogni giorno, il personale sanitario, medico e infermieristico, del pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa accoglie, assiste e si prende cura di alcune decine di cittadini assistiti della Tuscia. Molti dei quali con problemi di salute gravi o gravissimi. Ogni segnalazione, qualsiasi tipologia di reclamo o di lamentela, come in questo caso, puntualmente viene presa in esame e in considerazione dalla direzione strategica della Asl, dalla direzione sanitaria di presidio e dalla stessa unità operativa, diretta dalla dottoressa Lorena Cipollone, al fine di analizzare, individuare e porre in essere azioni correttive, se necessario.

Tuttavia, non riconoscere e non esprimere gratitudine per l’enorme lavoro e lo sforzo messo in campo da professionisti della sanità in un’area, quella dell’emergenza, così delicata e complessa, equivarrebbe a una ingiustizia imperdonabile che la Asl di Viterbo non intende commettere, mentre proseguirà nell’azione intrapresa di potenziamento e di miglioramento del servizio rivolto all’utenza.

Asl Viterbo


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20 febbraio, 2025

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