Viterbo – “Fondazione Carivit esclusa dall’osservatorio sul turismo”. Verificando il regolamento in fase d’approvazione, Alvaro Ricci (PD) fa notare un’incongruenza, non la sola, di uno strumento (non ancora) nato, male. “Non ne farebbero parte nemmeno Pro loco o Archeoares”. Altri due soggetti di una certa rilevanza nel settore.
Alvaro Ricci
La fondazione svolge un ruolo importante sotto l’aspetto culturale e quindi anche turistico in città, eppure, in base ai criteri che l’amministrazione Frontini ha predisposto per farne parte, è esclusa.
Un problema, uno dei tanti, evidenziati dalla minoranza. Intanto, è uno strumento tecnico o-politico? La presidenza affidata al sindaco farebbe pensare alla seconda ipotesi, ma le intenzioni fanno immaginare che si punti alla prima.
Viterbo – Comune – Seconda commissione
In seconda commissione (Sviluppo economico) si discute articolo per articolo, ma tutti i nodi vengono al pettine e la minoranza chiede di fermarsi e apportare le necessarie modifiche.
Dai banchi della maggioranza convengono che qualcosa (e forse più di qualcosa) vada cambiato. Ma intanto si deve andare avanti. Ovvero, votare oggi e poi di nuovo in prima commissione, un regolamento che poi sarà cambiato. Non ha molto senso. Per questo l’opposizione se ne va, abbandona i lavori, lasciando l’amministrazione Frontini a votare (inutilmente) l’osservatorio.
Degna conclusione di una commissione iniziata in salita. A discutere quale sia la commissione più opportuna per il dibattito. Prima, seconda, quarta?
“L’obiettivo – prova a spiegare la sindaca Frontini – è un rapporto di concertazione con operatori che hanno interesse nel settore turistico. Simili osservatori, come al ministero, non hanno all’interno, ad esempio, direzioni regionali dei musei”.
La fondazione e altri eventualmente esclusi restano l’ultimo dei problemi rispetto a un documento pasticciato e confuso come rimarca Andrea Micci (Lega) e che pecca anche di autoritarismo.
“Una finta partecipazione – rimarca Micci – che nei fatti non c’è, anche l’opposizione è esclusa”.
L’opposizione prova a far tornare sui suoi passi l’amministrazione. “Se istituite un organismo del genere – anticipa Laura Allegrini (FdI) – vorrà dire che noi daremo vita a un osservatorio ombra, con tutti i soggetti che avete escluso. Vi consiglio di tenerci dentro, perché o questo è un organismo tecnico e quindi nemmeno la presidenza della sindaca deve essere compresa, altrimenti l’opposizione è corretto che sia presente”. Perché nel contesto dell’osservatorio possono essere prese decisioni, magari, anche sulla destinazione dell’imposta di soggiorno, che poi arrivi per la ratifica in consiglio comunale. Con il bollino dell’osservatorio, poi, è difficile effettuare modifiche, Quindi, bene esserci quando si decide. “Se deve servire solo a stabilire la destinazione dell’imposta, arrivando con decisioni già prese in consiglio, non chiamiamolo osservatorio ma ricattatorio”
Tuttavia, non c’è suggerimento che tenga. La maggioranza ha deciso. Il regolamento va corretto, alcuni articoli riscritti, ma intanto se lo vota da sola, così com’è. Sbagliato. Così accadrà anche in prima commissione, poi dopo il doppio passaggio sbagliato, arriveranno le modifiche e la votazione al testo debitamente corretto. Quando si dice, lavorare tanto per lavorare… inutilmente.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY