Viterbo – (sil.co.) – Accolto a tempo di record dal Tar del Lazio il ricorso sui un richiedente asilo per l’annullamento del provvedimento di revoca delle misure di accoglienza emesso dalla prefettura di Viterbo lo scorso 14 gennaio.
Al termine della camera di consiglio, che si è tenuta il 19 marzo, è stato ribadito che un solo allontanamento ingiustificato non comporta la revoca, ma che quest’ultima è possibile in presenza di più allontanamenti ingiustificati, da apprezzare caso per caso in termini di abbandono.
“A giustificazione della revoca – sottolineano i giudici amministrativi – occorre l’accertamento di una condotta connotata da ‘gravità’ o ‘reiterazione’ della violazione delle regole del centro, anche congiuntamente ad eventuali altre violazioni che possono entrare nello scrutinio complessivo della pubblica amministrazione, secondo un filtro discrezionale basato sui principi di proporzionalità e ragionevolezza e di una valutazione individuale e complessiva del comportamento dell’interessato”.
In conclusione: “Ritenuto che, nella specie, l’unica assenza ingiustificata ha avuto durata di un giorno, in quanto alla data del 14 gennaio 2025 il ricorrente, risultato assente il giorno precedente, ha ricevuto la notifica del provvedimento impugnato presso la struttura, sicché, data l’occasionalità dell’episodio, non appaiono sussistere le condizioni necessarie per la revoca nel rispetto dei principi sopra riportati”.
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