(g.f.) – Così vicino, così lontano. E’ comune di Viterbo, ma i residenti di Grotte santo Stefano dal capoluogo si sentono abbandonati, da tempo.
Così ieri il vice sindaco Luisa Ciambella è andata in “pellegrinaggio” nell’ex comune per ascoltare associazione e cittadini sui problemi del centro e preparare l’appuntamento di sabato con la terza tappa di Puliamo Viterbo.
Grotte dista venti chilometri dal centro del capoluogo, ma quando si vanno a snocciolare tutte le difficoltà di chi ci abita, si scopre che la frazione è più vicina di quello che si pensi a Viterbo.
Rifiuti, collegamenti, verde pubblico, presenza di vigili, uffici pubblici, collegamenti insufficienti, le criticità rappresentate. Con un’aggravante rispetto al capoluogo: la distanza dal comune, da chi amministra, che fa vivere in una sorta di abbandono chi ci vive.
“Sabato con Puliamo Viterbo – spiega Luisa Ciambella – verremo insieme ai tecnici e faremo presenti tutti i problemi sollevati. Non per niente l’iniziativa non è concepita come una giornata per pulire e basta, ma serve a sensibilizzare, coinvolgendo le scuole”.
Anche se a chi abita in zona, poco va giù che si arrivi a metà settembre per pulire e per le festività Grotte fosse sporca.
Mentre Viterbo Ambiente andrebbe sensibilizzata a passare più spesso a Grotte, secondo i residenti: “All’ecocentro nella zona artigianale ci sono venti cassonetti pieni d’immondizia – spiega un cittadino – l’odore è nauseabondo e i rifiuti sono gettati anche fuori.
Senza contare che nel centro non ci sono cestini dove gettare rifiuti”.
Mancano i vigili e non è che a Grotte santo Stefano abbiano nostalgia delle multe. Si tratta di controllare il territorio.
“Non si vedono agenti, non ci sono stati nemmeno per le festività, c’è chi si è dovuto mettere a gestire il traffico per far passare la banda musicale”. Su questo fronte, Luisa Ciambella si è impegnata a una presenza, se non tutti i giorni, almeno a giorni alterni.
Ma quando si toccano i tasti della banda musicale, la musica cambia. Non è piaciuta una dichiarazione del sindaco Michelini a Tusciaweb, in cui sostiene come Viterbo non abbia una propria banda.
Quella di Grotte santo Stefano c’è e Grotte è Viterbo. Una banda con una storia lunga 93 anni.
Meno male che a risollevare l’indice di gradimento dell’amministrazione comunale, ci ha pensato un assessore.
A Grotte e in particolare fra i componenti della banda, l’assessore alla Cultura Giacomo Barelli è molto popolare. “Si è impegnato a farci esibire, visto che in gran parte delle iniziative sul comune non siamo presenti, ci ha dato attenzione, anzi avrebbe voluto pure che ci fossimo il 3 settembre” dicono.
All’incontro, pure i consiglieri Marco Volpi e Augusta Boco. Quest’ultima solleva il problema della stazione. La sala d’attesa va riaperta e così come un’area limitrofa chiusa da maggio, in cui va realizzato un parcheggio, opera attesa da tempo, visto che oggi gli automobilisti sono costretti a parcheggiare lungo la strada principale.
Diverse le associazioni presenti. Una trentina di persone, rappresentanti di centro anziani, Avis Ecomuseo, Itasci, cavalieri di Ferento, banda musicale, gruppo majorette, Misericordia, società sportiva, cinghialai, cacciatori e carabinieri.
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