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Spettacolo - Il racconto di Silvio Cappelli: "Vorrei condividere con i lettori di Tusciaweb alcune dolci emozioni che provo durante il mio lavoro di ricerca sullo storico cinematografo"

Il 30 marzo 1958 la prima proiezione del film Lilli e il vagabondo al Cinema teatro nazionale di Viterbo

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Una scena del film Lilli e il vagabondo

Una scena del film Lilli e il vagabondo

Viterbo - L'ex Cinema nazionale in via della Rimessa

Viterbo – L’ex Cinema nazionale in via della Rimessa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Poco meno di settant’anni fa, era domenica come oggi 30 marzo 1958, nel Cinema Teatro Nazionale di via della Rimessa a Viterbo veniva proiettato il film d’animazione Lilli e il vagabondo, in inglese Lady and the Tramp, diretto nel 1955 da Hamilton Luske e prodotto da Walt Disney.

La dolcissima storia tra la cagnolina viziata Lilli e un randagio molto spavaldo di nome Biagio. L’incasso totale fu cospicuo e superò le sessantamila lire. Uno spettacolo avvenuto a distanza di circa due anni e mezzo dalla prima visione del film, avvenuta il 15 dicembre 1955, perché il cinematografo nazionale era di quarta categoria e non poteva assolutamente proiettare prime visioni. Così funzionava al tempo.

Questo era un esercizio pubblico molto popolare frequentato da gente che non si poteva permettere il costo di un biglietto d’ingresso superiore alle 150 lire, questo il costo che pagarono quel giorno gli adulti al Nazionale, o di 100 lire o 40 lire per i biglietti dei ridotti (militari, ragazzi e alcune categorie privilegiate). Per questo motivo questa sala cinematografica era diventata un importante punto di riferimento per gli appassionati di cinema e luogo di aggregazione per diverse generazioni di viterbesi che non avevano grandi disponibilità economiche. Questo cinema, situato nel cuore del centro storico della città, era chiamato Nazionale perché era a vocazione popolare e interpretava il senso di appartenenza di tutti gli abitanti della nazione e della città.

Negli anni d’oro del cinema, soprattutto tra il dopoguerra e gli inizi degli anni ’60, il cinema teatro nazionale ha ospitato la proiezione di moltissimi film italiani e internazionali, anche se quasi sempre di seconda visione, contribuendo alla diffusione della cultura cinematografica in città. Era un punto di ritrovo per le famiglie, per i giovani e gli amanti del grande schermo, in un’epoca in cui il cinema rappresentava il principale svago prima dell’avvento della televisione e delle piattaforme digitali.

Quella domenica 30 marzo 1958 circa cinquecento persone si recarono a vedere questo bellissimo cartone animato preceduto da due documentari: “Gita a Ponza” prodotto da Rossini – Spitoni e “Genti e paesi (La Svizzera)” prodotto dalla stessa Walt Disney. Cultura e divertimento dunque. Moltissime bambine e bambini in sala con tanto di bruscolini e rotelline di liquerizia sfuse, probabilmente vestiti in modo semplice e pratico, riflettendo lo stile dell’epoca e le condizioni economiche del periodo post-bellico. I vestiti dei ragazzi, infatti, erano spesso fatti in casa e molto spesso ricevuti usati da fratelli o sorelle più grandi e riciclati per risparmiare: maglioni fatti a mano, cappottini pesanti, pantaloncini corti e calzettoni lunghi, scarpe e sandali quasi sempre di cuoio.  Questi spettatori bambini di ieri erano i nostri bisnonni di oggi, i nostri nonni e anche i nostri genitori. La nostra storia. 

Ho scritto questo articolo perché sto facendo una lunga e approfondita ricerca sul cinema teatro nazionale e vorrei condividere con i lettori di Tusciaweb alcune dolci emozioni che provo durante il mio lavoro. Un tentativo di sensibilizzazione. Questo cinema, nel periodo compreso tra giugno e settembre, faceva funzionare anche un’arena nazionale organizzata per spettacoli all’aperto e che era situata in via della Volta Buia.

Purtroppo, come accaduto per molte altre sale storiche in Italia, con il passare del tempo e l’arrivo dei cinema multisala e dello streaming, il cinema teatro nazionale di proprietà comunale, come diversi altri esercizi pubblici ha vissuto un graduale declino e le difficoltà nel mantenere la struttura e la concorrenza con i nuovi modelli di intrattenimento lo hanno portato alla sua chiusura.

Oggi il cinema di Viterbo e della sua provincia è il Cinetuscia Village di Vitorchiano, con nove schermi di prime visioni attive tutti i giorni e molto all’avanguardia con i nuovi sistemi tecnologici di audio e proiezione. In provincia esistono anche altre sale ben attrezzate come il Cinema Tevere di Castiglione in Teverina, l’Excelsior di Cura di Vetralla, il Moderno di Bolsena, l’Etrusco di Tarquinia, il Gallery di Montefiascone e altri ancora.

Oggi, la storica sala del cinema teatro nazionale, ancora di proprietà comunale, non è più attiva come cinema, e diversamente utilizzata, ma il suo ricordo è ancora vivo nella memoria di chi l’ha frequentata negli anni passati.

Silvio Cappelli


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30 marzo, 2025

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