– I piccioni a Viterbo hanno le ore contate.
L’assessore al centrostorico Alvaro Ricci ha deciso di salvare monumenti e case dall’inquinamento provocato dai colombi affidando all’università della Tuscia il compito di studiare il problema e trovare una soluzione.
Un compito difficile, perché i volatili hanno letteralmente invaso il centro di Viterbo, infilandosi in ogni dove. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: escrementi che infestano cornicioni, balconi, davanzali, strade, auto e, spesso, troppo spesso, passanti. E purtroppo, i piccioni oltre ad essere fastidiosi e maleodoranti, portano malattie e infezioni. Senza contare che deturpano monumenti e fontane.
La guerra ai piccioni, se di guerra si tratterà, dovrebbe iniziare presto. L’università della Tuscia ha già terminato il lavoro di studio e presto saranno ufficializzate le modalità con cui si tenterà di limitare il numero dei volatili.
Per dare il via alla lotta ai piccioni esistono diversi metodi. Alcuni diretti come la sterilizzazione, la cattura e il controllo numerico. Altri indiretti come l’esclusione delle fonti alimentari o idriche. Qualunque sia il metodo che si andrà ad utilizzare, la parola ultima sarà messa dall’Ispra. L’istituto superiore per per la protezione e la ricerca ambientale sarà chiamata a esprimere un parere o dare indicazioni sul lavoro da attuare nel capoluogo.
La città dei papi, ovviamente, non è l’unica città che convive con questo l’incubo maleodorante. Ad esempio la vicina Spoleto, proprio in questi giorni, presenterà la sua idea per arginare il problema al convegno di ornitologia che si terrà a Trento dall’11 al 15 settembre.
Chi da tempo ha iniziato la sua guerra ai colombi è invece Venezia. Qualche giorno fa l’associazione piazza San Marco ha lanciato una nuova campagna informativa sul problema. Una iniziativa volta a ricordare che nella città lagunare vige il divieto di dare cibo ai colombi, denunciando che ci sono abusivi che continuano a vendere granaglie in piazza ai turisti per fare le foto con i piccioni vicini.
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