Viterbo – In pochissimi sanno che molti dei nostri nonni o dei nostri padri andavano al cinema teatro Nazionale di Viterbo a vedere la televisione.
Oggi ci sembra una cosa strana ma negli anni Cinquanta funzionava così. Il servizio regolare della televisione italiana, infatti, cominciò a partire dal mese di gennaio del 1954 con trasmissioni in bianco e nero e poco tempo dopo, dal mese di novembre 1955, iniziò il fortunato gioco a premi “Lascia o raddoppia” che andava in onda in tv ogni sabato sera.
Viterbo – L’ex Cinema nazionale in via della Rimessa
Era un gioco a quiz molto seguito dagli italiani e che era condotto da Mike Bongiorno. Il sabato sera tutti incollati davanti alla televisione, a casa di quei pochi che se l’erano potuta comprare oppure nei locali pubblici che si erano attrezzati per trasmettere il fortunato gioco a premi televisivo.
Per questo, dal mese di febbraio 1956, i gestori dei locali pubblici di tutt’Italia chiesero a viva voce lo spostamento della popolare trasmissione dal sabato sera al giovedì sera perché avevano visto assottigliarsi gli incassi sempre di più proprio nella serata considerata più lucrativa della settimana. Circa settant’anni fa, dunque, tanto per non dimenticare, precisamente giovedì 5 aprile 1956, molti nostri concittadini si recarono al cinema teatro Nazionale a vedere la puntata di “Lascia o raddoppia”.
Quel giorno veniva proiettato il film drammatico ambientato durante la seconda Guerra mondiale e intitolato “Il siluro della morte“ (Crest of the wawe) del regista John Boulting. Il film era preceduto dal cinegiornale «Attualità Italiana», dal cinegiornale di attualità cattolica «Roma nel mondo», dai cortometraggi «Sinfonia del mare» e «La riviera del Brenta». Ma dalle ore 21 alle ore 21,50, spento il proiettore della pellicola, via tutte le pellicole e largo alla televisione con il suo seguitissimo programma.
Visto il freddo di quei tempi qualche donnetta previdente andava al cinema anche con lo scaldino ben riempito di brace. Tanti, gradevoli e importanti, sono i ricordi che molti amici mi stanno affidando in questo mio lavoro di ricerca sul cinema teatro Nazionale, iniziato da poco, e che sto portando avanti con passione. Faceva molto freddo quel giorno perché nei primi mesi del 1956 Viterbo, come gran parte dell’Italia, fu colpita da un freddo polare. Era l’anno del “nevone”. Fu un evento meteorologico eccezionale con un’ondata di gelo e neve tra le più intense del ventesimo secolo.
A febbraio, una massa d’aria gelida proveniente dalla Siberia portò temperature rigidissime in tutta Italia. Anche Viterbo registrò minime molto basse, con ghiaccio e gelo persistenti. La città, nei mesi precedenti, fu imbiancata da una neve abbondante e duratura. Molti anziani viterbesi ricordano quell’inverno come il più nevoso della loro vita. Ad aprile del 1956, a Viterbo non nevicò, ma il clima fu ancora insolitamente freddo per la stagione, a causa del lungo strascico dell’ondata di gelo eccezionale che aveva colpito l’Italia tra fine gennaio e tutto febbraio di quell’anno.
Il freddo durò fino a marzo inoltrato, e il mese di aprile iniziò con temperature sotto la media stagionale. Ma all’interno del cinema teatro Nazionale, gremito di gente attratta dalla televisione, il freddo, grazie anche al calore umano, non si sentiva. Chi ha foto o ricordi da condividere può contattarmi tramite whatsapp al numero 3382129568.
Silvio Cappelli
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