Villa San Giovanni in Tuscia – Riceviamo e pubblichiamo – Essere una Pro loco dalla parte sbagliata. Già purtroppo è così, a Villa San Giovanni in Tuscia se per nascita o per condizione, ti trovi a stare dalla parte sbagliata di chi sta al posto di comando, succede questo, quindi è con estremo dispiacere e una sorta di rabbia che la Pro loco di Villa San Giovanni in Tuscia, dopo 16 anni di duro lavoro, ripagato da tanti successi per ogni evento che ha voluto creare, si trova improvvisamente a non poter più fare i sue eventi più importanti, le sagre della trippa e della pezzata, che ormai erano appuntamenti estivi irrinunciabili per migliaia di persone provenienti da ogni parte della Regione.
Villa San Giovanni in Tuscia – Piazza del Comune
Questa decisione, presa dalla maggioranza del consiglio generale dei soci, è la conseguenza delle azioni che l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno e necessario fare contro l’associazione.
Considerati alla stessa stregua di qualsiasi associazione, anzi meno, privati dell’importanza che ha ogni Pro loco presente in un comune, c’è stata tolta la sede e i magazzini dove tenevamo tutto il materiale logistico, adducendo motivazioni, a nostro avviso, pretestuose e i fatti ci stanno dando ragione. La nostra sede è utilizzata come deposito bibite di un’altra associazione.
Esigenze comunali sorte improvvisamente, guarda caso, dietro la nostra decisione di non voler più mettere a disposizione il nostro materiale a due associazioni presenti sul territorio, decisione presa per il loro deterioramento.
Il nostro obbligo era solo verso il comune, proprio per continuare ad avere questi locali, impegno mai disatteso. Smembrati e dislocati in magazzini di fortuna, a nostre spese, perché per la nostra associazione non c’è mai stato un euro, ci troviamo disarmati, senza un luogo dove riunirci per progettare qualsiasi tipo di evento e soprattutto un locale abbastanza grande dove mettere e preparare tutto il materiale per le sagre.
Come contentino, ci era stato proposto dall’amministrazione di tenere la stanza più piccola, ma giusto per avere la possibilità di usufruire del nostro materiale, stipulando ovviamente una nuova convenzione, sapendo bene che è insufficiente per le nostre esigenze, proposta che abbiamo dovuto declinare, perché inutile.
Tutto questo è successo davanti agli occhi della maggior parte della popolazione San giovannese, che non ha mosso un dito per perorare la nostra causa. Purtroppo volevamo essere una pro loco per tutto il paese, senza colore o bandiera, ma dall’altra parte non è stato lo stesso e quindi ci siamo ritrovati a subire questo trattamento, perché identificati politicamente dalla parte sbagliata.
Noi non abbiamo fatto mai politica, l’abbiamo subita. Quindi ora non chiedeteci perché non facciamo le sagre, ma chiedetevi perché non le possiamo fare più. Lasciamo il posto a chi se l’è voluto prendere con prepotenza … e ora rimboccatevi le maniche. “Ubi maior minor cessat”.
Anna Laura Michelangeli
Presidente Pro loco Villa San Giovanni in Tuscia
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