Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’11 aprile è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il testo del decreto sicurezza, D.L. 11 aprile 2025, n. 48, entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione. Il provvedimento introduce un pacchetto di modifiche che riformano diversi aspetti della pubblica sicurezza.
Una delle modifiche più attese da parte degli operatori delle forze di polizia è sicuramente quella riportata all’art. 28, ossia la possibilità per gli agenti di pubblica sicurezza di acquistare e portare, senza specifica licenza di polizia (porto d’armi per difesa personale), un’arma propria, come già previsto dalla norma per i soli ufficiali di pubblica sicurezza, per i prefetti, i vice prefetti e magistrati togati. “Gli agenti di pubblica sicurezza di cui agli articoli 17 e 18 del testo unico della legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 31 agosto 1907, n. 690, sono autorizzati a portare senza licenza le armi previste dall’articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, quando non sono in servizio”.
In tal senso, ritengo opportuno precisare ancora una volta che gli agenti di pubblica sicurezza (carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia penitenziaria), ancor prima della modifica introdotta con il decreto legge appena approvato, erano comunque autorizzati a portare, fuori dal servizio e in ogni tempo, l’arma in dotazione al reparto. Il decreto legge offre ora la possibilità a tutti gli agenti di pubblica sicurezza di acquistare liberamente un’arma personale, magari di dimensioni e peso inferiori rispetto alla Beretta di servizio. Numerose sono le richieste di chiarimento pervenute a questa organizzazione sindacale da parte di colleghi.
Permangono tuttavia molti quesiti e interrogativi che, ci auguriamo, potranno essere chiariti dal decreto attuativo. Chiediamo tuttavia al ministero dell’Interno di emanare quanto prima una circolare esplicativa. La materia è particolarmente complessa e il decreto legge, soprattutto al secondo comma, potrebbe essere interpretato in modo difforme rispetto al disegno delineato dal legislatore e alla reale esigenza degli operatori delle forze di polizia soprattutto per coloro che lavorano e vivono in contesti particolari e con esigenze di servizio diverse dall’ordinario.
Il consiglio è quello di attendere e avere ancora un po’ di pazienza.
Giuseppe Mancuso
NSC Viterbo
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