Viterbo – “No al deposito scorie nucleari, tre professionisti per predisporre le osservazioni in ciascuna zona individuata”. Alessandro Romoli aveva anticipato l’intenzione d’avvalersi di figure professionali che servissero da supporto ai comuni i cui territori rientrano fra le possibili sedi per ospitare il deposito nazionale.
Alessandro Romoli
Nell’ultima seduta di consiglio, il presidente della provincia ha fatto il punto. “Tre professionisti per le tre zone in cui abbiamo suddiviso il territorio – sottolinea Romoli – quella di Tuscania, dove sono stati individuati 9 siti, l’altra con riferimento Tarquinia, in cui ne sono stati individuati 8 e poi la zona dei Cimini”.
Per ciascuna, un elenco dei professionisti e la prossima settimana sono in programma incontri anche con i sindaci.
“Per facilitare l’interlocuzione coi professionisti stessi e gli uffici comunali – spiega l’obiettivo è produrre osservazioni per ciascun sito, con argomentazioni approfondite in ambito geologico, urbanistico e della vegetazione”.
Alcune amministrazioni si sono già mosse, consegnando già osservazioni alla provincia.
“A breve saremo in grado – conclude Romoli – di formalizzare gli incarichi con tutte le informazioni tecniche, sito per sito e intanto proseguono le iniziative sui territorio”.
Prossimi appuntamenti in programma, il 6 maggio alle 18 a Canepina l’incontro per il “No della Tuscia al deposito di scorie nucleari” e poi, l’11 maggio, Tuscia in Movimento torna a dire “No scorie nucleari” dalle 10,30 a Corchiano.
Giuseppe Ferlicca
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