Viterbo – “Faremo in modo che la morte di Peppino Impastato e delle altre vittime della mafia non sia stata inutile…”. Nonostante la pioggia, al parco Robinson di via Alessandro Volta, Maria Immordino di Solidarietà cittadina ha ricordato Peppino Impastato, il giornalista e attivista siciliano ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
La sua testimonianza è ancora oggi un esempio di coraggio, per chi non rinuncia a parlare, lottare, denunciare crimini, affari e connivenze. E la sua memoria ogni anno raccoglie una parte dei cittadini viterbesi in questo spazio all’aperto dedicato a lui e a tutte le vittime della mafia.
“Come ogni anno siamo qui per rendere omaggio e ricordare Peppino Impastato – ha iniziato così Maria Immordino la cerimonia -. Le sue parole e le sue lotte sono più che attuali. Le mafie tacciono sembra che non ci siano. E invece colpiscono, sono più forti e più potenti che mai. La mafia è difficile da perseguire perché ha attività illegali consolidate, soffoca l’economia, l’imprenditoria, la società”.
“Dopo 47 anni mi piacerebbe dire a Peppino che le mafie sono state sconfitte, ma non è così – ha continuato Immordino -. Sottolineare la presenza della mafia e della sua pericolosità. I magistrati fanno quello che possono, ma hanno strumenti antichi e inefficienti. Ci troviamo con un governo che non ci tutela. Se si protesta, si rischia da due fino a 7 anni”.
“Chissà Peppino cosa direbbe e farebbe oggi. La sinistra in cui lui credeva, pro diritti di uguaglianza, democrazia, oggi è ininfluente. Peppino sarebbe stato un leader, aveva capacità carisma, passione e amore. Non possiamo fare altro, solo parlarne. Perché la sua vita, la sua morte e la sua lotta e il suo impegno sono uno stimolo a non cadere nell’indifferenza. Lotta per i diritti civili sono attuali, per me sono uno stimolo continuo. Ci insegna ancora noi, non lo dimenticheremo mai. Faremo in modo che la morte di Peppino Impastato e delle altre vittime della mafia non sia stata inutile”, ha concluso Immordino.
Dopo l’intervento di Maria Immordino, è intervenuta la sindaca Chiara Frontini.
“Stare qui significa riflettere sui propri comportamenti quotidiani – ha ribadito la prima cittadina -. Certi atteggiamenti sono semi che si annidano nella società e sta a noi amministratori gestire il tutto. Ogni anno, il 9 maggio, una parte della comunità si ritrova qui e questo è un segnale di speranza per la città e per una comunità che continua a lottare e a credere dei valori costituzionali. Le istituzioni rappresentano ciò che il popolo sceglie, può piacere o non, ma vanno rispettati gli esiti e le decisioni per cui si continua a lottare”.
Alla commemorazione hanno preso parte Alessandra Troncarelli, Massimo Erbetti, Alvaro Ricci, Sandro Mancinelli.
“Il 9 maggio viene ricordata una persona importante, una persona che ha lasciato il segno nella storia della Repubblica – ha sottolineato Alessandra Troncarelli -. Quel giorno è stata spezzata una voce, negata alla libertà di parola. Peppino raccontava quotidianamente cosa accadeva e questo gli è costata la vita. Nonostante siano passati 47 anni dall’accaduto, ci troviamo di fronte ancora a situazioni sconvenienti che riguardano i giovani. Il pensiero rimane vivo, rimane viva la sua storia e deve essere raccontata a chi viene dopo. A livello istituzionale, abbiamo la responsabilità di lasciare quel che c’è di buono alle nuove generazioni, il rispetto delle differenze”.
“Il silenzio uccide quanto la mafia – ha aggiunto Massimo Erbetti -. Peppino Impastato è riuscito a utilizzare un mezzo come la radio per comunicare. Ecco, noi dobbiamo fare la stessa cosa con le nuove generazioni. Per arrivare ai giovani dobbiamo adattarci al loro modo di comunicare. E forse oggi non sono qui perché noi non riusciamo con la nostra comunicazione ad arrivare a loro. Siamo noi che dobbiamo trovare il modo giusto per raccontargli cosa è la mafia veramente. Oggi la mafia non uccide più, non fa più tanto rumore, perché ha capito che il silenzio l’aiuta e agisce in altro modo senza sporcarsi le mani di sangue per forza”.
Al termine degli interventi, la sindaca Chiara Frontini insieme a Maria Immordino di Solidarietà cittadina, ha deposto un omaggio di fiori vicino la targa dedicata a Peppino Impastato, all’ingresso del parco.
Federica Focaracci
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY