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Roma - Un incontro per definire un progetto per lo screening per il diabete di tipo 1 a livello regionale - Per la Tuscia, la dottoressa Claudia Arnaldi del Centro di Dialettologia pediatrica viterbese

Al workshop della Rete diabetologica pediatrica del Lazio, presente l’Asl di Viterbo

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Al workshop della Rete diabetologica pediatrica del Lazio, presente l'Asl di Viterbo

Al workshop della Rete diabetologica pediatrica del Lazio, presente l’Asl di Viterbo

Roma – Riceviamo e  pubblichiamo – Questa mattina a Roma si è svolto il workshop della Rete diabetologica pediatrica del Lazio per la definizione di un progetto per lo screening per il Diabete di tipo 1 a livello regionale.

Responsabili scientifici e relatori di questo importante appuntamento, i dottori Claudia Arnaldi del Centro di Diabetologia pediatrica della Asl di Viterbo e Riccardo Schiaffini del Centro di Diabetologia pediatrica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“La Rete diabetologica pediatrica del Lazio – commentano Claudia Arnaldi e Riccardo Schiaffini -, strutturata su tutto il territorio regionale, consapevole delle responsabilità e delle opportunità offerte dalla legge 130 e dalle nuove opzioni terapeutiche, si è prefissata l’obiettivo di definire un progetto di attuazione dello screening nella regione che tenga conto non solo degli aspetti organizzativi, per quanto fondamentali, ma anche delle implicazioni psicologiche e nutrizionali che la Diabetologia pediatrica dovrà affrontare con i bambini, con gli adolescenti  e con le loro famiglie che lo screening permetterà di individuare in fase I e in fase II”.

A questo scopo i professionisti della Rete diabetologica (pediatri diabetologi, infermieri, nutrizionisti e psicologi) e i pediatri di libera scelta, si sono confrontati questa mattina. Nella prima parte dell’evento i professionisti, suddivisi in gruppi con comuni competenze, hanno messo a punto una proposta di percorso dedicato che nella seconda parte hanno condiviso con quella delle altre professionalità”.

Ai responsabili scientifici dell’evento, il compito, infine, di integrare e armonizzare le proposte dei gruppi per definire un percorso che diventi il riferimento per l’attuazione del programma di screening nella regione Lazio. La stesura finale del progetto verrà condivisa con le associazioni che nella regione Lazio rappresentano i bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 (DMT1) e le loro famiglie.

Lo screening per DMT1, basato sulla determinazione degli anticorpi specifici, con lo scopo di individuare e monitorare i soggetti con elevata probabilità di sviluppare la malattia, è stato fino ad ora sostanzialmente riservato alla popolazione ad alto rischio, in particolare ai soggetti con un parente di I grado con DMT1.

Nel tempo la ricerca, e il monitoraggio dei soggetti con anticorpi positivi, hanno permesso di individuare diversi stadi di malattia e di porre le basi per definire il razionale di uno screening in grado di intercettare i soggetti con stadi precoci di malattia, nello specifico soggetti con DMT1 allo stadio 2, cioè con almeno 2 anticorpi positivi e disglicemia. “Ciò consente – concludono Arnaldi e Schiaffini – di prevenire in primo luogo la chetoacidosi diabetica all’esordio che è una complicanza acuta che espone anche a significativa mortalità e morbidità e che purtroppo ancora è presente in oltre il 40% dei nuovi esordi. Da qui l’importanza del percorso avviato con l’incontro di oggi”.

Rete diabetologica pediatrica del Lazio


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9 maggio, 2025

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