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– “Eri un combattente, uno che non mollava mai. Te ne vai nel mese d’autunno, come i grandi poeti, senza disturbare…”
Ieri, nella chiesa di santa Lucia Filippini a Tarquinia, si sono celebrati i funerali di Silvio Donnini, il 31enne che ha perso la vita in un incidente al km 84,300 dell’Aurelia, sabato scorso (fotocronaca).
Una cerimonia intima, ma alla quale la partecipazione del paese non è mancata. Tantissime, infatti, sono state le persone che hanno affollato la basilica dare l’ultimo saluto a quel ragazzo timido e dolcissimo che era entrato nei cuori di tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo.
Il feretro è stato posizionato di fronte all’altare a mezzogiorno, coperto di fiori. Poi alle 15 la messa celebrata dal parroco alla quale è intervenuto l’amico più caro di Silvio.
“Era un ragazzo molto intelligente – ha detto con la voce rotta dall’emozione – che nella vita, anche se purtroppo molto breve, ha avuto il tempo di soffrire tantissimo. Spero con tutto il cuore che stia bene dove si trova ora. Io la notte successiva alla sua morte non ho potuto far altro che scrivergli una lettera, di getto, dettata dal cuore”.
Poi si è soffermato a ricordare alcuni degli episodi trascorsi insieme più vivi nella sua memoria. “Quando stavo con te tutto era perfetto come quella volta che siamo andati in canoa – ha continuato il giovane -. Eri un maestro, un combattente, uno che non mollava mai anche se hai avuto pochissime soddisfazioni e hai sofferto molto. Ora te ne vai nel mese d’autunno, come fanno i grandi poeti, senza disturbare…”
Dopo la cerimonia un gruppo di amici di Silvio ha portato a spalla il feretro fuori dalla chiesa per l’ultimo viaggio e l’ultimo saluto.
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