Vetralla – Ucciso a colpi d’arma da fuoco nel bosco, questa mattina l’autopsia sul corpo della vittima. Si indaga negli ambienti legati allo spaccio. E si cerca nel telefonino ritrovato il nome dell’omicida.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Potrebbe essere maturato negli ambienti della cessione di stupefacenti l’omicidio di Abdelkrim Cheheb, 36 anni, ucciso con almeno due colpi d’arma da fuoco in una zona isolata e boscosa di Monte Fogliano, tra Vetralla e San Martino al Cimino.
Il delitto si inserisce in un contesto sempre più inquietante, dove i boschi della Tuscia, da tempo, sono diventati luoghi di cessione di droga e rifugio per spacciatori.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Secondo indiscrezioni, i colpi — che hanno raggiunto la vittima al petto e al collo — non avrebbero lasciato scampo. Il cadavere è stato ritrovato nella serata di sabato 10 maggio. L’omicidio, stando ai primi riscontri, sarebbe avvenuto solo poche ore prima.
Sull’accaduto indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo. Al momento stanno cercando di chiarire diversi aspetti della vicenda: il tipo di arma usata, il movente, e soprattutto chi abbia premuto il grilletto.
Durante il sopralluogo, gli inquirenti avrebbero recuperato un telefono cellulare, presumibilmente appartenente alla vittima, che potrebbe contenere elementi utili alle indagini: ultime chiamate, messaggi e quant’altro. Il telefonino ritrovato potrebbe svelare il nome dell’omicida. Al vaglio anche le telecamere che si trovano a Vetralla.
Si apprende anche che qualcuno sarebbe già stato ascoltato dai militari, ma non trapela alcuna informazione ufficiale: massimo riserbo da parte delle forze dell’ordine.
I carabinieri all’ospedale Santa Rosa
Tutte le piste restano aperte, ma quella legata ai traffici di droga nei boschi rimane una delle ipotesi più concrete. Un contesto criminale già noto agli investigatori, che più volte hanno documentato in passato la presenza di attività di spaccio nelle aree boschive della Tuscia.
Oggi alle 10 l’autopsia sulla salma di Abdelkrim Cheheb, senza fissa dimora, che per l’esame è stata trasferita al cimitero San Lazzaro.
Proprio tra i boschi di Monte Fogliano, nel dicembre del 2024 era stata smantellata una postazione di smercio di droga dalla guardia di finanza.
Ai tempi le fiamme gialle arrestarono un uomo di nazionalità marocchina che avrebbe gestito una postazione di spaccio nella boscaglia di Monte Fogliano, sequestrando 55 grammi di cocaina e 26 di hashish.
Viterbo – Guardia di finanza – Spaccio a Monte Fogliano
Negli ultimi anni i boschi sono stati spesso scelti come piazze di spaccio e proprio nelle zone più impervie perché garantiscono una via di fuga più facile e anche un ottimo nascondiglio in caso di arrivo delle forze dell’ordine.
In quell’occasione era stato scoperto dalla guardia di finanza un accampamento di fortuna, ben mimetizzato nel verde del bosco, completo di coperture, sacchi a pelo, power bank e beni di prima necessità. Stazionando stabilmente provvedevano anche al confezionamento in dosi della droga.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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