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Cronaca - Restaurata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza - Il sito, databile tra IV e III secolo a.C., ospita defunti di famiglie diverse

Due camere e un mistero etrusco: riapre al pubblico la tomba rupestre di Piansano

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Piansano – (b.b.) – È rimasta nascosta per secoli sotto la terra, riemersa per caso durante dei lavori stradali negli anni Ottanta, e oggi torna finalmente visibile in tutta la sua particolarità. A Piansano, nel cuore della Tuscia, è stata inaugurata lunedì 20 maggio la Tomba rupestre etrusca, dopo un intervento di restauro e valorizzazione finanziato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Piansano - Inaugurazione tomba rupestre

Piansano – Inaugurazione tomba rupestre


Il monumento, uno dei primi progetti completati dalla Soprintendenza nell’ambito del Pnrr, è oggi visitabile all’interno della sala conferenze del comune. Scavata interamente nel tufo, la tomba è un raro esempio di “tomba gemina”, con due camere affiancate e un unico accesso. Un sepolcro progettato per ospitare due famiglie, ma che – secondo gli studi onomastici – sembrerebbe aver accolto invece defunti appartenenti a nuclei familiari distinti. Un enigma che aggiunge ulteriore fascino al sito.

Il ritrovamento risale al 1986, in seguito a scavi per opere viarie. Nonostante i danni provocati da precedenti manomissioni clandestine, la tomba ha conservato una lunga iscrizione in lingua etrusca, oggetto di studi approfonditi da parte del professor Alessandro Morandi e, più recentemente, del dottor Daniele Federico Maras.

Piansano - Inaugurazione tomba rupestre

Piansano – Inaugurazione tomba rupestre


Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti rappresentanti della Soprintendenza, il sindaco Roseo Melaragni, la vicesindaco Aura Colelli, il Gruppo Archeologico Piansano e numerosi cittadini. La Soprintendenza ha voluto esprimere un ringraziamento speciale al comune e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita del progetto.

Un intervento che restituisce al territorio un frammento prezioso della sua storia, e che si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio etrusco nel Lazio.


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22 maggio, 2025

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