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Viterbo - "Tre pugni al volto e minacciato con un coltello", avrebbe raccontato alle forze dell'ordine - Denunciato

Finge di essere aggredito e rapinato mentre è in banca a versare l’incasso, scoperto dalla polizia

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Viterbo – Finge di essere stato aggredito mentre era in banca a versare l’incasso, benzinaio simula una rapina ai suoi danni. Intervento della squadra mobile della polizia.

Una pattuglia della polizia in centro

Una pattuglia della polizia in centro


“Nella serata dello scorso 24 gennaio personale della polizia di stato è intervenuto a seguito di segnalata rapina, avvenuta a Viterbo, ai danni di un dipendente di un distributore di carburante”, si legge nella nota della questura.

“Quest’ultimo ha riferito che mentre si stava recando in banca per versare gli incassi dell’azienda, una volta parcheggiata la propria autovettura – si legge ancora nella nota -, è stato aggredito con tre pugni al volto da un uomo incappucciato, il quale minacciandolo con un coltello si è fatto consegnare una mazzetta di denaro dell’incasso giornaliero prima di dileguarsi”.

“La persona offesa, per questi fatti, ha sporto denuncia presso gli uffici della squadra mobile della questura di Viterbo che ha avviato immediatamente le indagini al fine di accertare la dinamica degli eventi e individuare i responsabili. Gli investigatori, coordinati dalla locale procura della Repubblica, hanno rilevato numerose incongruenze nel racconto del dipendente che, dopo esser stato risentito in merito ai fatti, ha ammesso le proprie responsabilità, confessando di aver inscenato la finta rapina e di aver sottratto lui stesso il denaro”, fanno sapere dalla questura.

“L’uomo è stato pertanto denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per i delitti di simulazione di reato e appropriazione indebita”, conclude la nota.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 maggio, 2025

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