Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Governa lei da tre anni, il suo mandato è quasi finito, ma continua a dare la colpa di quello che non riesce a fare, a chi c’è stato prima.
Cioè a chi le ha lasciato un pacco di soldi, spesso spesi da lei in cose inutili, un bilancio florido, un ufficio speciale all’interno del Comune per progettare e realizzare il PNRR, pure questo portato in dote a Frontini da quelli che l’hanno preceduta.
Accusa questi ultimi di avere lasciato un centro storico morente, però inserisce le loro opere nell’elenco delle cose fatte da lei. Chi è che ha la faccia tosta? Per dirla con l’espressione usata da uno dei suoi consiglieri comunali.
E così Frontini mette il cappello su Sallupara, sulla passeggiata ecologica, addirittura sulla torre civica, sugli interventi PNRR nelle scuole, il museo dei portici e tanto altro ancora. La lista è lunga. Ma la “spesa”, non è la sua. E i viterbesi lo sanno.
Tra le cose fatte, la sindaca elenca pure San Pellegrino in Fiore, una manifestazione che dura da circa 35 anni, e addirittura la riqualificazione delle fontane, che durante il suo mandato hanno conosciuto il periodo più nero della loro storia, lasciate puntualmente, a più riprese, e per parecchi mesi, senza pulizia, rotte e senza acqua, senza che abbia pensato ad acquistare un solo impianto di ricircolo in più rispetto a quelli lasciati dall’amministrazione precedente.
Sul centro storico forse è ora che chi governa da tre anni si prenda le sue responsabilità. Gli alibi sono finiti. Chi è responsabile delle chiusure scriteriate imposte ai commercianti dentro Porta Romana in quei giorni in cui avrebbero potuto lavorare il doppio e, invece, si sono ritrovati nel deserto dei tartari?
Chi ha cancellato i progetti del centrodestra per nuovi parcheggi interrati a Piazza della Rocca e al Sacrario a servizio del centro storico? Anche qui si è cercato di mischiare le carte, facendo credere che i parcheggi realizzati nei quartieri più periferici del Carmine e del Pilastro, potessero sopperire a quelli depennati a ridosso del centro storico.
Del resto questa è la maggioranza che ritiene che per comprare un paio di mutande al Corso, una persona sia felice di prendere una navetta a San Lazzaro. E chi ha raddoppiato la tariffa oraria del parcheggio del Sacrario, dirottando molti cittadini fuori dalle mura, verso stalli meno onerosi o addirittura gratis come quelli delle grandi catene della distribuzione che grazie a queste scelte scellerate hanno un altro vantaggio in più rispetto ai negozi del centro?
Chi ha accettato l’apertura di un nuovo centro commerciale in via Garbini con il progetto di recupero dell’ex centrale del latte? E proprio in riferimento a tutto questo, mi chiedo se la sindaca possa staccarsi qualche minuto dai social per andare a vedere cosa accade al Corso, dove una serie di attività sono state acquistate da una stessa proprietà, ma sono rimaste chiuse, oramai da mesi.
Frontini pensa di interessarsi di questa cosa? Può informarci su cosa sta capitando, anziché parlare solo di slogan? Ha pensato la sindaca di attivarsi per capire cosa ne sarà del gigantesco immobile in via Marconi ex sede della Banca d’Italia, così come dell’ex caserma Giglioli, oppure anche qui aspetterà che il fato si compia e che sulla città calino scelte fatte da altri?
Vorrei sapere, inoltre, se troverà prima o poi il tempo di fare una telefonata ai responsabili dei comitati di quartiere. Scoprirebbe cose interessanti sul degrado sociale che si annida in certi angoli del centro storico e il disagio che patiscono i residenti. E che fine ha fatto il progetto per lo studentato a Palazzo Donna Olimpia?
Ma veramente la sindaca pensa che fare una proposta organica per il centro storico, voglia dire presentarsi in consiglio comunale con il conto di una manciata di telecamere nuove, delle ore di pattugliamento della Polizia Locale e il cronoprogramma dei Lavori Pubblici con dentro le opere peraltro delle ultime tre amministrazioni prima della sua?
A parte il piano di rilancio urbanistico, strumento che si rivelerà molto utile in futuro per migliorare l’abitabilità, non credo che l’amministrazione Frontini possa essere ricordata per aver dato nuovo impulso al centro storico, a parte qualche intervento spot su sgravi fiscali e agevolazioni.
Abitare dentro le mura non deve essere un sacrificio che si è disposti a sopportare in cambio di qualche incentivo, seppur utile a compensare alcuni svantaggi che inevitabilmente ci sono, ma deve essere un desiderio, una scelta, che il cittadino fa, perché sa di andare a vivere in un luogo reso unico dalle pregevoli e irripetibili architetture del passato, dal sapore della storia nei suoi vicoli e piazze. Ma soprattutto un posto in cui si vive bene.
È questo che deve fare un’amministrazione: far sì che abitare dentro le mura diventi un piacere e non un ripiego per chi non può permettersi di acquistare o affittare una casa fuori dalla cinta urbica. Ma affinché il centro storico diventi questo, servono molte cose: decoro, servizi, pulizia, sicurezza, un sostegno serio al commercio, la capacità di programmare un calendario di eventi che coinvolga tutto il centro e non solo San Pellegrino.
Per rilanciare il centro storico serve, in sostanza, un cambiamento culturale, che questa amministrazione non è stata in grado di fare.
Andrea Micci
Consigliere comunale
Lega Salvini Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY