“Il Pride unisce festa e lotta – ha ricordato Mirko Giuggiolini, vicepresidente dell’associazione organizzatrice – e quest’anno si inserisce in un contesto politico acceso, tra referendum, liberazione e antifascismo”.
La locandina ufficiale, realizzata dall’illustratore Fabio Magnasciutti, è diventata il simbolo di questa edizione. Un’immagine poetica e militante, firmata da uno degli artisti più noti del panorama nazionale, già collaboratore di “Repubblica”, “Linus” e “Che tempo che fa”.
Gli organizzatori hanno preparato canottiere, bandiere e pantaloncini arcobaleno. “Il Pride è tornato”, hanno annunciato. Sono attese oltre 3000 persone. Anche quest’anno il sostegno delle istituzioni è ampio: 28 comuni della provincia hanno concesso il patrocinio, rendendo il TusciaPride un evento sempre più territoriale e condiviso.
Dal palco finale saranno ribadite le richieste politiche: matrimonio egualitario, sportelli antidiscriminazione, panchine rainbow, servizi per l’affermazione di genere, presenza queer nelle istituzioni. “Scendere in piazza a gridare di esistere è il miglior strumento di resistenza che abbiamo”, hanno scritto gli attivisti. Oggi, Viterbo risponderà di nuovo presente.












