Civitavecchia – “Un angelo che legge il Corano come compito per i bambini? Islamizzazione nelle scuole”. La denuncia della parlamentare europea della Lega, Silvia Sardone. La Diocesi: “Una normale attività didattica di fine anno”.
Civitavecchia – L’angelo e il corano nel libro della scuola elementare
“In una scuola elementare di Civitavecchia, come segnalato dal consigliere comunale della Lega Antonio Giammusso e da alcuni genitori, alcune maestre avrebbero dato come compito ai propri alunni la realizzazione di un lavoretto a dir poco particolare: un angelo che legge il Corano”. La parlamentare europea della Lega, Silvia Sardone porta in parlamento europeo la vicenda.
“Insieme al capogruppo Lega in commissione Istruzione Rossano Sasso denunciamo questa pericolosa deriva che consegna persino i più piccoli alla propaganda islamista”.
Le risponde però la diocesi Civitavecchia-Tarquinia, che “esprime solidarietà alle insegnanti, in particolare all’insegnante di religione, della scuola primaria di Civitavecchia, coinvolte inconsapevolmente in una campagna mediatica di speculazione politica per aver svolto con i bambini un laboratorio artistico interreligioso nell’ambito del programma d’insegnamento.
In particolare, l’Ufficio scuola della diocesi, conferma che tra le attività didattiche suggerite nel libro ministeriale che l’insegnante di religione ha proposto ai bambini – disegni da colorare e ritagliare in cui vengono spiegati i punti in comune tra le religioni monoteiste del cristianesimo, dell’islam e dell’ebraismo – vi era anche quello dell’Arcangelo Gabriele conosciuto in arabo come Jibril (o Jabrail), riconosciuto come l’angelo della rivelazione nell’Islam. Allah avrebbe rivelato il Corano a Maometto proprio attraverso Jibril.
Una normale attività didattica di fine anno, fatta con giochi e disegni per favorire la concentrazione dei bambini di terza elementare in due classi, svolta il 3 e 4 giugno, per la quale nessuno dei genitori ha chiesto spiegazioni o mosso contestazioni all’insegnante e ai dirigenti scolastici”.
Sul tema interviene anche la capogruppo del Movimento 5 stelle, Alessandra Lecis: “In merito alla polemica sollevata da alcuni esponenti politici contro una scuola di Civitavecchia, accusata di “propaganda multiculturale” per un’attività didattica realizzata all’interno dell’insegnamento della religione cattolica, è doveroso fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti.
Il “materiale incriminato” proviene da un libro di testo adottato regolarmente nelle scuole italiane e approvato dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Ci troviamo di fronte a un paradosso politico tanto evidente quanto sconcertante: chi proclama di voler difendere la religione (che peraltro non è più religione di Stato dal 1984) finisce per attaccare un contenuto elaborato dalla stessa Chiesa cattolica, nel tentativo di colpire la scuola pubblica e chi ci lavora ogni giorno con dedizione.
Tutto questo, mentre le scuole italiane affrontano emergenze ben più reali: edifici fatiscenti, carenza di organico, mancanza di supporto psicologico, fondi insufficienti e discontinuità didattica. Invece di affrontare questi problemi, si preferisce montare polemiche ideologiche che alimentano ignoranza e intolleranza.
La scuola deve restare uno spazio di confronto, di crescita e di pluralismo, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica e della libertà d’insegnamento garantite dalla nostra Costituzione. Chi cerca visibilità politica attaccando i docenti, le famiglie e gli studenti, non difende la fede: tradisce i principi fondamentali della nostra democrazia.
Come Movimento 5 Stelle, continueremo a difendere la scuola pubblica, laica e inclusiva, perché è lì che si forma il futuro del Paese, non certo nei post indignati e privi di fondamento”.
“Ci preme ricordare che il gesto finito al centro della polemica, un semplice collage su carta, ispirato a un episodio condiviso da due grandi religioni monoteiste e tratto da materiale scolastico approvato dal Ministero dell’Istruzione, rappresentava un esercizio di cultura e conoscenza, volto a promuovere valori di rispetto, inclusione e dialogo interreligioso. Nessun atto di indottrinamento, nessuna forzatura ideologica: solo l’applicazione, da parte del corpo docente, di un percorso educativo previsto e condiviso”, afferma Lista Unione Civica.
Dispiace constatare come, talvolta, il dibattito politico venga innescato da automatismi polemici che prescindono dalla verifica dei fatti e dalla comprensione dei contesti. La conseguenza è che si trasformano episodi di vita scolastica in strumenti di divisione, sacrificando la verità e il buon senso sull’altare della strumentalizzazione.
Alla luce di ciò, la Lista Unione Civica esprime la propria piena solidarietà e vicinanza alle insegnanti coinvolte, che hanno svolto con competenza, serietà e dedizione il proprio lavoro educativo. Rinnoviamo l’invito a mantenere la scuola come luogo libero e sereno, in cui la conoscenza non venga mai messa sotto accusa e dove i diritti di tutte e tutti siano sempre tutelati.
Invitiamo infine tutti, anche chi ricopre ruoli istituzionali o politici, ad affrontare temi così delicati con senso di responsabilità , spirito costruttivo e rispetto per le istituzioni educative, evitando di alimentare polemiche che nulla hanno a che fare con la realtà dei fatti”.
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