Viterbo – “Quando danzo, mi connetto con qualcosa di universale”. Francesca Candy, danzatrice, coreografa e docente di danza a Viterbo e Vasanello, festeggia i primi 10 anni di attività della scuola Armonia danza e il traguardo ottenuto da una sua allieva ammessa all’Accademia nazionale di danza.
Francesca Candy
Francesca Candy, nata a Viterbo nel 1989, è danzatrice, coreografa e docente di danza classica, moderna e contemporanea. Figlia dell’astronomo Paolo Candy, inizia la sua formazione a cinque anni e prosegue in prestigiose scuole come il Balletto di Roma e l’Accademia nazionale di danza, dove ottiene due diplomi accademici (I e II livello) con il massimo dei voti.
Francesca Candy
Ha collaborato con importanti coreografi italiani e internazionali, danzando in produzioni teatrali, festival, film e progetti universitari. Nel 2015 fonda la scuola “Armonia Danza” a Vasanello, che dirige tuttora. Ha ideato numerosi spettacoli originali e partecipa attivamente alla ricerca coreutica, educativa e performativa. Possiede diverse certificazioni linguistiche, informatiche e didattiche.
È docente anche in altri enti e in graduatoria presso l’Accademia nazionale di danza per incarichi formativi. Appassionata e sensibile, unisce tecnica, espressività e ricerca pedagogica nella sua attività artistica.
Cos’è per te la danza?
“Per me la danza è tante cose, mi ha accompagnata nella mia vita e continua a farlo in diversi modi. La danza è l’arte del movimento e come tale è un modo per esprimere sé stessi, per conoscersi in profondità. Quando danzo, mi connetto con qualcosa di universale, il corpo si fa tramite di quella poesia del movimento che proviene da un sentire profondo e si manifesta come una forte sensazione da seguire che è la danza e allo stesso tempo si percepisce che si sta emanando fuori tanta energia. È un momento di unione tra corpo, anima e mondo veramente speciale. Ma la danza è anche tanto allenamento e tecnica anche per noi professionisti, perché il corpo ha bisogno di essere continuamente mantenuto ad un certo livello per poter performare. Quindi è un’ottima alleata anche per gli allievi o chi la pratica per diletto come preparazione fisica. Grazie alla sinergia con la musica poi si possono eseguire esercizi con tempi specifici o abbandonarsi all’improvvisazione. L’importante è affidarsi a docenti esperti che tutelano la danza”.
Come ti sei avvicinata alla danza e come sei diventata ad oggi una maestra esperta?
“Sin da piccola ho frequentato i corsi di danza e ho capito che da grande avrei voluto fare l’insegnante di danza. Per questo già adolescente partivo il pomeriggio per seguire le lezioni presso il Balletto di Roma, perché a Viterbo avevo raggiunto il massimo e non avevo possibilità di crescita. Poi ho fatto gli esami di ammissione all’Accademia nazionale di danza di Roma, dove ho avuto la possibilità di formarmi con docenti esperti di alto livello nazionale, internazionale e mondiale come Nina Watt e Carla Maxwell. Mi sono laureata nella triennale in coreografia. Poi per accedere al biennio specialistico per l’insegnamento della danza ho dovuto superare un’altra selezione, alla quale sono passata e mi sono poi laureata al biennio con 110 e lode. Il percorso del biennio forma docenti specializzati di alto profilo culturale e artistico che possono a loro volta essere i maestri dei futuri maestri e docenti nei licei coreutici. Sono diventata così una maestra esperta, spinta dalla voglia di offrire ai miei allievi il meglio, quello che io non ho potuto avere da piccola. Cercando il percorso più difficile e non quello che mi permetteva di insegnare subito senza uno studio adeguato alle spalle”.
Francesca Candy
Perché hai scelto la via più difficile per diventare insegnante?
“Ho scelto la strada che mi avrebbe preparato a questa professione fino in fondo, senza improvvisazione. Purtroppo c’è ancora molta confusione in questo campo, allievi che studiano danza qualche anno o anche molti anni e poi iniziano ad insegnare, magari dopo due stage o qualche corso presso enti sportivi senza mai essersi interfacciati nel mondo professionale, essere stati selezionati e/o scelti per fare questo lavoro. Curriculum dove i saggi di danza vengono inseriti come se fossero spettacoli di rilievo e la scuola dove si studia danza come se fosse una scuola rinomata. Alcuni che insegnano danza come hobby, per arrotondare, ma svolgono un’altra professione. Sarebbe stato più semplice anche per me, e avrei potuto farlo senza problemi, risparmiandomi anni di duro lavoro, ma poi che avrei insegnato? Il percorso di studi che ho affrontato mi ha preparato non solo sulla parte tecnica della danza classica e della danza moderna e contemporanea ma anche in tutte le altre materie affini.
Ho sostenuto infatti esami di anatomia, medicina della danza, fisiotecnica, acrobatica, ma anche tutto ciò che è legato alla musica, come saper dirigere una lezione con un maestro che suona dal vivo e anche tutta la parte teorica legata alla storia, la teoria, la psicologia e la pedagogia.
Ho studiato la metodologia delle tecniche ma anche di come impostare un corpo, diventando esperta di movimento. Inoltre ho praticato il tirocinio che mi ha permesso di sperimentare sotto l’occhio dei docenti.
Ho scelto la strada che mi avrebbe permesso di essere sicura di quello che faccio. Quando dobbiamo affidarci ad un esperto di legge… Ci rivolgiamo all’avvocato, o se ci serve un parere medico chiamiamo il nostro dottore di fiducia, non di certo un appassionato di medicina.
In questo campo artistico invece è facile confondere le acque con la scusa che l’arte è libera e libero ne è l’insegnamento. Ma se pensiamo che ci vanno di mezzo spesso bambini e adolescenti in piena fase di crescita, questi devono essere seguiti correttamente sia dal punto di vista fisico, che psicologico, in un ambiente di lezione sano, dove possono essere espresse le loro potenzialità e dove la disciplina può essere maestra di vita”.
Francesca Candy
Come insegni e ti relazioni con i tuoi allievi?
“Con i più piccoli mi diverto tanto, lavoro molto sulla loro autonomia e nelle occasioni di spettacolo io divento superflua. Con i più grandini si crea un bel feeling e un rapporto di reciproco rispetto. Negli anni ho sviluppato il mio metodo di insegnamento che si fonda sulla tutela dell’allievo, della sua espressività, guidandolo nella tecnica, con un’attenzione particolare alla sua individualità. Sono una persona che mette a proprio agio e in genere si crea sempre una bella atmosfera durante le lezioni”.
Quest’anno festeggi 10 anni della tua scuola di danza, dove ti troviamo a Viterbo?
“Attualmente ho la mia scuola, Armonia Danza, con sede in provincia, a Vasanello. Qui porto avanti da 10 anni una bellissima realtà, che si è da subito distinta per l’alto valore artistico e didattico. Ma anche per i traguardi che recentemente abbiamo raggiunto con un’allieva, che ha superato diverse audizioni per scuole professionali e tra queste è stata ammessa all’accademia nazionale di danza, dove si accede solo tramite una selezione specifica. Oltre a lei ho anche altre allieve, che anche se non faranno le ballerine da grandi, studiano quest’arte nel modo giusto, divertendosi e prendendosi le loro soddisfazioni.
Da tre anni sono anche docente di danza contemporanea presso l’Art Ballet Studio con sede nel quartiere di S. Barbara, a Viterbo. Un ambiente nato da poco e portato avanti dalla sua direttrice, Rita Proietti Gretti, anche lei docente specializzata laureata in Accademia. I corsi di questa scuola sono a numero chiuso proprio per dare la possibilità ad ogni allievo di essere seguito in maniera approfondita e personale. Inoltre vanta di una sede tutta nuova, creata ad hoc per la danza, con pavimentazione ammortizzante, insonorizzazione, impianti audio e spazi ben organizzati e curati. Una scuola di danza completa con professionisti selezionati per ogni disciplina”.
Quali obiettivi hai per il futuro della danza a Viterbo?
“La danza a Viterbo avrebbe bisogno di più cooperazione e sostengo tra le diverse realtà, in special modo tra quelle che vogliono garantire una certa qualità. Si potrebbero organizzare stage e momenti di condivisione. Io sono felice di poter dare il mio contributo nell’arricchire l’offerta formativa relativa alla danza, mi auguro di poter seguire e preparare i giovani che desiderano entrare in realtà professionali, ma anche quelli che praticano per passione.
Sono aperta e disponibile a collaborare con le scuole di danza del territorio che hanno bisogno di un docente di riferimento o hanno voglia di approfondire, organizzare workshop, lezioni o esami”.
Federica Focaracci
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