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Diritti - La riflessione di Emanuel Alison Flamini sulla manifestazione Lgbtq+ proibita da Viktor Orban

“La libertà non è un ipotesi, è una necessità e il pride ne è la prova”

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Viktor Orban

Viktor Orban

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il pride sconvolge Viktor Orban, e lui basisce il mondo intero dei diritti democratici definendo con toni clerico reazionari il corteo coloratissimo di Budapest come “manifestazione ripugnante e vergognosa”.

I numeri sconfessano la linea politica oscurantista del leader ungherese e i suoi veti da alto medioevo.

Il partito Fidesz, ultra nazionalista, palesemente perde i colpi e il pride stravince in un Ungheria che nel suo intimo custodisce voglia di libertà e diritti civili per tutti e abborrisce gli scenari repressivi degli anni delle Croci Frecciate.

Orban davanti ad una manifestazione così colorata di diritti sbandiera teorie da fantapolitica sostenendo che vi sia stato un complotto dai vertici dell’Unione Europea per riempire Budapest di drag queen , gay e trans.

Così come Orban deve accettare la sconfitta ideologica della sua autocrazia davanti ai colori del pride, chi ci governa dovrebbe scegliersi meglio i propri alleati e partner.

Mentre a Istambul sono state arreste al pride molte persone per aver manifestato il proprio orientamento di genere, l’onda arcobaleno avanza in tutta Europa e in tutto il mondo.

La libertà non è un ipotesi, è una necessità e il pride ne è la prova.

Emanuel Alison Flamini


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5 luglio, 2025

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